L’allarme dell’Osservatorio sul bullismo a Varese: «1 giovane su 3 si confida con l’AI»

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L'intervento del presidente dell'osservatorio nazionale all'incontro in Sala Montanari

VARESEIl 31% dei ragazzi si sentono soli e si confidano con l’intelligenza artificiale perché pensano che li capisca meglio delle persone reali, che siano loro coetanei o adulti. È il dato allarmante diffuso dall’Osservatorio nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile in occasione dell’incontro promosso da Noi Moderati che si è svolto a Varese stamattina, sabato 13 giugno, proprio per confrontarsi sull’emergenza delle fragilità delle giovani generazioni (qui sotto il video con le interviste).

La ricerca sui giovani

Protagonista del primo panel è stato il presidente dell’osservatorio, Luca Massaccesi, già atleta ad alti livelli nel taekwondo, medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 1992. «La vera difficoltà – ha detto – è capire come il disagio si sta muovendo. Lo scorso anno abbiamo fatto un sondaggio su oltre 11mila ragazzi e quest’anno l’abbiamo ripetuto. In un solo un anno le risposte sono cambiate. Il 92% dei ragazzi ha scaricato l’AI». Che viene spesso usata a sproposito, anche in ambito scolastico. «Nella scuola di mio figlio hanno preso tutti 10 in matematica, facendo 22 compiti tutti uguali. Poi sono stati interrogati e hanno preso tutti 3». Dal sondaggio è emerso che il 47% dei giovani trova difficile chiedere aiuto e il 43% vede gli adulti lontani dal loro mondo. Il 41% sente di essere inadeguato, il 30% prova vergogna corporea frequente. Il 41% si sente spento, non saltuariamente ma come condizione quotidiana. «Abbiamo registrato che ci sono ragazzi che stanno 12 ore sul web». E ancora: il 52% ammette che i social condizionano direttamente i propri pensieri, il 44% controlla compulsivamente lo smartphone senza una reale motivazione, il 35% incontra online frequentemente contenuti traumatici. 250mila sono i ragazzi in Italia che hanno una dipendenza dal telefonino.

La violenza che cresce

Quindi un altro dato preoccupante: il 38% dei ragazzi è stato vittima di prevaricazione nell’ultimo anno. In quest’ottica ha portato la sua testimonianza Maria Cristina Lorusso, mamma di uno dei cinque ragazzi picchiati selvaggiamente una sera di un anno e mezzo fa a Milano in zona Arco della Pace. «Con una scusa sono stati avvicinati e poi accerchiati da oltre 20 coetanei, tutti minorenni, e presi a botte – ha raccontato – l’obiettivo non era derubarli ma esercitare violenza. Mio figlio ha avuto un’emorragia celebrale, è stato in ospedale e ha dovuto fare una serie di accertamenti nei mesi successivi. Questa vicenda ci ha lasciato completamente sgomenti, siamo stati travolti da paura, dolore e rabbia che è una situazione che non ti abbandona mai». Da quell’esperienza è nata un’associazione, Io non ho paura del buio, che punta a sensibilizzare i giovani nelle scuole. 

Le proposte della senatrice Versace

Presente all’incontro in Sala Montanari la senatrice di Noi Moderati Giusy Versace, che lo scorso marzo ha depositato diverse proposte di legge per regolamentare l’utilizzo dei social tra i minori e per realizzare in maniera strutturale il supporto psicologico nelle scuole. Nell’occasione ha ricordato la sua storia di atleta. «Lo sport è uno strumento preziosissimo perché permette di staccarsi dal cellulare e insegna il sacrificio e il rispetto». Ad aprire i lavori il consigliere provinciale di Noi Moderati Mattia Premazzi, mentre è stato il sottosegretario di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo a chiudere la mattinata. «Noi Moderati cerca il confronto affrontando temi centrali della nostra società, partendo da esperienze concrete e in dialogo con tutti». 

In sala anche Magrini, Galimberti e Molinari

E proprio nell’ottica di un confronto ampio non sono mancate le istituzioni e i rappresentanti politici (anche di altri schieramenti), a partire dal presidente della Provincia di Varese Marco Magrini che ha portato il suo saluto, sottolineando le affinità di valori con Cattaneo e Premazzi, ricordando il lavoro comune con quest’ultimo a Villa Recalcati. E concedendo una battuta proprio sul futuro in Provincia dopo i successi elettorali del centrodestra a Luino e Somma Lombardo e il conseguente avviso recapitato dal neosindaco di Luino: «Io mi sono ricandidato a Masciago Primo e ho vinto. Se Pellicini si candiderà vedremo cosa succederà». Nel pubblico si è aggiunto ad incontro in corso anche il sindaco dem di Varese Davide Galimberti, mentre l’assessore ai servizi sociali Roberto Molinari, altro uomo Pd, è stato uno dei relatori, con un focus sulla realtà cittadina in un panel ha cui partecipato anche la Polha Varese. In prima fila il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Giuseppe Carcano.

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