Fratelli d’Italia vuole il presidente della Provincia e pensa a Marco Colombo

Marco contro Marco? Marco Colombo e Marco Magrini

VARESE – Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, e per fare la prova mancherebbe ancora il terzo. Ma è ormai evidente che Fratelli d’Italia, dopo le vittorie belle e impossibili di Luino e Somma Lombardo ha messo nel mirino la Provincia di Varese: il partito di Giorgia Meloni vuole riportare un uomo di Fratelli d’Italia alla guida di Villa Recalcati. E i nomi per insidiare la probabile ricandidatura di Marco Magrini non mancano. Però andiamo con ordine.

Primo indizio

Andrea Pellicini è uomo che al sangue dell’arena preferisce dispensare sorrisi accompagnati da una gestualità distensiva, alternati a lunghi silenzi per fare sedimentare e passare la sua linea. La sua (lunga) carriera politica è costellata di pochissimi proclami urlati. Anzi, quasi non se ne ricordano. Eppure, dopo la recente vittoria di Somma, che fa il paio con quella di Luino, il presidente provinciale del partito della Meloni ha detto a chiare lettere: «Ora il Partito Democratico e Marco Magrini sono avvisati». In altre parole: per la guida di Villa Recalcati e per l’elezione del presidente devono fare i conti con il centrodestra e in particolare con Fratelli d’Italia.

Secondo indizio

Il secondo indizio sulla strategia di Pellicini e FdI è arrivato durante il consiglio comunale d’insediamento a Luino. Pellicini, con fascia tricolore indossata, parlando di Franco Compagnoni ha detto: «In questo momento Compagnoni è consigliere provinciale di minoranza, ma sono certo che al prossimo giro sarà consigliere provinciale di maggioranza». Parole che hanno un po’ il senso di essere unguento sulle ferite politiche del grande escluso Compagnoni, e un po’ svelano la voglia di riconquistare quel posto dopo Emanuele Antonelli.

I nomi, ma manca la prova

In casa di Fratelli d’Italia in questo momento sono due i papabili, ovvero Pietro Zappamiglio, sindaco di Gorla Maggiore e Marco Colombo sindaco di Daverio, che – si dice – sia l’uomo che ha in testa proprio Andrea Pellicini.

Del resto i profili sono perfetti: sindaci di Comuni non di prima fascia, capaci però di avere un rete di amministratori – non necessariamente di partito – pronti a sostenerli. Zappamiglio è al terzo mandato da sindaco di Gorla Maggiore, il paese è ormai un suo feudo. All’ultimo giro, qualche settimana fa, il suo unico e ostico nemico è stato il quorum, raggiunto con qualche patema. Però Zappamiglio è amministratore affidabile, di grande esperienza che, con il passaggio da Forza Italia a Fratelli d’Italia, ha forse pagato in termini di visibilità politica.

Dettaglio, al contrario, di cui gode Marco Colombo. Quello di Daverio è davvero un sindaco spumeggiante, sempre in movimento nel suo comune, nel suo partito come sui social, ma sa anche diventare portatore d’acqua quando serve il lavoro di un mediano. A differenza di Zappamiglio, Colombo ha alle spalle più stagioni politiche, anche in termini di esperienza in partiti e gruppi differenti. E può contare (ancora? Sì ancora) su una rete di sindaci civici, che anche lui ha contribuito a costruire (Eupolis). Anche se la sua eventuale candidatura al momento sarebbe solo politica e partitica. E costringerebbe una parte di Forza Italia, quella parte più dialogante con il PD (ovvero azzurro l’asse Licata – Marchesi – Tardugno), a prendere una decisione netta e chiara: “Dove state? Nel centrodestra o con il Partito democratico?”.

Marco contro Marco

A livello di narrazione, se si dovesse concretizzare la sfida Magrini – Colombo, sarebbe tutta da seguire. Anche perché, non è un segreto che l’attuale presidente della Provincia è corteggiato da alcuni esponenti di Forza Italia. Del resto a Villa Recalcati i forzisti sono l’altra parte della sua maggioranza.

Non solo, ma anche mettendo da parte i partiti, il duello Magrini Colombo sarebbe tra due esponenti che hanno fatto – a lungo – del civismo una bandiera e che, in passato, alle elezioni provinciali, hanno dato anche vita a una lista in comune. Ora però è presto per dire che sarà così. Di certo c’è che Marco Colombo è in rampa di lancio e Marco Magrini a questo giro deve mettere in campo la quinta essenza del magrinismo per avere la meglio. Tenendo conto che la cartina tornasole sarà la composizione del prossimo consiglio provinciale (elezioni entro fine anno).

Villa Recalcati, tutti nella rete del “magrinismo”

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