Movida sicura per clienti e gestori: patto tra Prefettura di Varese e associazioni

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VARESE – L’obiettivo è quello di favorire la frequentazione dei centri urbani della provincia di Varese – in particolare in orario serale – in tutta sicurezza, a tutela sia degli avventori che dei gestori, per evitare i casi di malamovida più volte finiti recentemente al centro delle cronache locali. In tal senso si legge il protocollo d’intesa promosso dalla Prefettura di Varese che è stato siglato oggi, giovedì 9 luglio, a Villa Recalcati (qui sotto il video).

I firmatari

Si tratta nello specifico del “Protocollo d’intesa per la gestione partecipata della movida nella provincia di Varese e per la prevenzione degli atti illegali e di situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica all’interno e nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici”. Firmatari il prefetto di Varese Salvatore Pasquariello, il presidente della Camera di Commercio Mauro Vitiello, il presidente provinciale di Fipe Confcommercio Giordano Ferrarese e la direttrice territoriale di Varese per Confesercenti Lombardia Rosita De Fino. Presenti anche i sindaci e rappresentanti delle principali città del territorio: per Varese il sindaco Davide Galimberti e l’assessore Raffaele Catalano, per Busto Arsizio il sindaco Emanuele Antonelli, per Gallarate l’assessore Germano Dall’Igna, per Saronno la sindaca Ilaria Pagani e per Luino il vicesindaco Alessandro Casali. Quindi i procuratori di Varese e Busto Antonio Gustapane e Carlo Nocerino e il vicepresidente della Provincia Giacomo Iametti, oltre ai vertici delle forze di polizia.

Gli obiettivi 

L’accordo punta a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine, sistema camerale e rappresentanze delle imprese, con un’attenzione particolare alla vivibilità dei centri urbani, alla tutela degli operatori economici e alla sicurezza dei cittadini. Il protocollo nasce con l’obiettivo di costruire un modello condiviso, nel quale la sicurezza urbana non sia soltanto presidio del territorio, ma anche capacità di conciliare le esigenze delle imprese, dei residenti e di chi frequenta le città. Nel testo viene richiamato il principio della sicurezza come bene comune, da tutelare attraverso la cooperazione attiva di tutti i soggetti coinvolti.

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La firma del protocollo: da sinistra Ferrarese, Pasquariello, Vitiello e De Fino

I contenuti del protocollo

Ad illustrare i contenuti del protocollo, che ha durata fino al 30 settembre 2029, è stato il prefetto Pasquariello. Le organizzazioni di categoria firmatarie si impegnano innanzitutto a promuovere l’installazione e l’ammodernamento degli apparati di videosorveglianza e il potenziamento dell’illuminazione delle pertinenze del locale. Quindi le misure a tutela dei minori, a partire dal rispetto del divieto di somministrazione di bevande alcoliche. Il protocollo prevede anche l’adozione di un codice di condotta dell’avventore, da esporre in loco e pubblicizzare online, con una serie di comportamenti da rispettare da parte di chi frequenta i locali. Quindi le norme da rispettare in occasione di spettacoli pubblici, la definizione di un referente per la sicurezza del locale e l’impegno per la segnalazione delle situazioni di abusivismo. Sono previsti anche la promozione di corsi di formazione e meccanismi premiali per gli esercenti virtuosi.

I commenti

Il protocollo prevede da parte della Camera di Commercio l’impegno a valutare l’adozione di apposite misure contributive ed economiche a beneficio delle imprese del territorio. «Ad oggi sono stati stanziati 50mila euro per dare supporto alle attività previste dal protocollo e lo vediamo come un inizio per mettere in campo altre azioni», ha commentato il presidente dell’ente camerale Mauro Vitiello. Per Confesercenti Rosita De Fino ha sottolineato che «il protocollo va a rafforzare il ruolo delle associazioni. Abbiamo sempre lavorato sul tema della sicurezza e oggi vogliamo divulgare ancora di più questo aspetto. Vorremmo arrivare a una cultura d’impresa come nei paesi nordici». Per Confcommercio è intervenuto il presidente di Uniascom Confcommercio provincia di Varese Rudy Collini. «Questo protocollo rappresenta un passaggio importante perché riconosce il ruolo delle imprese come parte attiva della comunità – ha detto – i negozi, i bar, i ristoranti e i locali non sono semplici attività economiche: sono presìdi sociali, luoghi di incontro e di vitalità urbana. Per questo sicurezza, legalità, qualità della vita e sviluppo economico devono camminare insieme». Sulla stessa linea i presidenti delle territoriali: Antonio Besacchi (Varese), Renato Chiodi (Gallarate), Franco Vitella (Luino) e Andrea Busnelli (Saronno). «I pubblici esercizi sono i primi interessati a un contesto ordinato, sicuro e vivibile – ha evidenziato Giordano Ferrarese, presidente Fipe provincia di Varese – bar, ristoranti e locali lavorano bene quando il cliente si sente accolto e protetto, quando il centro è vivo ma anche rispettoso delle regole. La collaborazione con istituzioni e forze dell’ordine è fondamentale, così come lo è distinguere sempre chi opera correttamente da chi alimenta situazioni di abusivismo o concorrenza sleale».

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