Busto, simulò aggressione in servizio: vigile condannato a due anni in Appello

BUSTO ARSIZIO – La Corte d’Appello di Milano ha ribaltato la sentenza di assoluzione di primo grado e ha condannato a due anni di reclusione un agente della polizia locale di Busto Arsizio, accusato di aver simulato un’aggressione avvenuta il primo febbraio 2023 durante un servizio di controllo della sosta.

Condannato al pagamento dei danni

I giudici di secondo grado, dopo aver accolto l’istanza di rinnovazione dibattimentale avanzata dalla parte civile, con il Comune di Busto Arsizio costituitosi in giudizio e assistito dall’avvocato Riccardo Piga (nella foto riquadro in apertura), hanno inoltre condannato l’imputato al risarcimento dei danni in favore dell’ente, disponendo una provvisionale immediatamente esecutiva di 5 mila euro, oltre al pagamento delle spese di costituzione di parte civile.

Le accuse

L’agente, oggi 35enne e difeso dall’avvocato Giovanni Creti del Foro di Milano, era imputato per falso, simulazione di reato, truffa ai danni di un ente pubblico e interruzione di pubblico servizio. Secondo l’accusa, avrebbe inscenato il pestaggio denunciato in via Travelli, sostenendo di essere stato aggredito da due sconosciuti mentre stava verificando il pagamento dei parcheggi. L’ipotesi accusatoria è che la finta aggressione servisse a denunciare una serie di carenze in organico e in dotazioni già segnalate in passato da alcune organizzazioni sindacali.

La vicenda suscitò forte attenzione in città. L’episodio venne inizialmente interpretato come l’ennesima aggressione ai danni di un agente impegnato nei controlli sul territorio e alimentò le proteste delle organizzazioni sindacali, che denunciarono le criticità legate ai servizi svolti da un solo operatore, chiedendo maggiori tutele per il personale della polizia locale.

Ipotesi finta aggressione

L’inchiesta della Procura di Busto Arsizio, avviata per individuare i presunti aggressori, ha però portato a una ricostruzione completamente diversa. Le immagini del sistema di videosorveglianza cittadino avrebbero infatti documentato l’agente mentre si procurava autonomamente le lesioni, sfregando testa, volto e un ginocchio contro muri e una colonna, per poi denunciare un’aggressione mai avvenuta.

Sentenza ribaltata

Sulla base di tali elementi il pubblico ministero aveva chiesto il rinvio a giudizio, disposto dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Busto Arsizio Stefano Colombo il 5 dicembre 2023. Il processo si era quindi concluso in primo grado con l’assoluzione, decisione oggi riformata dalla Corte d’Appello di Milano con la condanna a due anni di reclusione e le statuizioni civili in favore del Comune.

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