Tour de France, Pogacar è senza avversari. E Armstrong lo punge: “Il record…”

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Tadej Pogacar, 60a maglia gialla in carriera (Sirotti)

Semplicemente imbattibile: Tadej Pogačar domina la 10a tappa del Tour de France e rafforza ulteriormente la sua maglia gialla. Sovrumano. Intanto quella di oggi è la sua 24a vittoria di tappa al Tour (la 3a in questa edizione), dove indossa la 60a maglia gialla eguagliando Miguel Indurain.

Altro che crisi

La tappa odierna si risolve sul 6° dei 7 gpm in programma. Prodhomme tira per Seixas, convinto di mettere in difficoltà il campione del mondo. Yates lascia qualche metro, il suo capitano controlla. Poi arriva Piganzoli a tirare per Vingegaard. Che poi, come fai a pensare di staccare oggi, uno che quattro giorni negli ultimi 5 km del Tourmalet ha sgasato a 7,2 watt/kg? Fatto sta che anche i Visma evidentemente pensano che per la maglia gialla non sia giornata. La pensano così anche gli esperti telecronisti della Rai: “Non è un Pogacar stratosferico”, “Non è quello delle giornate migliori”.

Ayuso va, Remco soffre

Ma ai 1.200 metri dal gpm Pogacar, dopo avere mancato la borraccia da un ausiliario a bordo strada, apre il gas. Di rabbia, di cattiveria, di forza. Perché quello in difficoltà non era lui, ma il suo compagno Del Toro. Vingegaard in quei 1.200 metri si becca 21 secondi. Un’eternità. Dietro il danese ci sono Lipowitz, Seixas e due Lidl: Ayuso (che a fine giornata sarà maglia bianca di miglior giovane) e Skijelmose (e nessuno dei due collabora nell’inseguimento). Evenepoel soffre, si stacca, dimostra ancora una volta che sulle salite il suo compagno Lipowitz sia più forte. Poi Remco rientra in discesa e centra il secondo posto, ma non è lui l’uomo forte della Red Bull per la classifica.

La classifica

A fine giornata il verdetto è chiaro: Pogacar è imbattibile e ogni giorno i distacchi aumentano. Ora Vingegaard è a 3’36”; Evenepoel a 4’06”; Ayuso a 4’22”; Seixas a 4’55” e Lipowitz a 4’44”. Del Toro scende in 7a posizione a 5’08”. Il podio è tra loro.

Trentin e il caldo

Tra le altre cose da segnalare l’abbandono di Matteo Trentin causa febbre. Il corridore della Tudor nei giorni scorsi si era messo in luce per la polemica sul grande caldo che affligge la corsa. Chissà se avrà avuto modo di darsi conto che nel 1959, proprio sulle strade in cui si corre in questi giorni, Charlie Gaul – che era il grande favorito – perse io Tour per una colpo di calore.

E a proposito di caldo da segnalare che ieri notte alcune squadre non l’hanno passata bene. Motivo? Erano in hotel sporchi e senza aria condizionata. Qualcuno, come alcuni Alpecin, hanno così portato i letti sui balconi e dormito lì. Altri, come gli Uno-X, hanno lottato anche contro la scarsa igiene delle struttura alberghiera. E anche per loro la scelta è stata praticamente obbligata…dormire fuori.

La stoccata di Lance

Tremenda la frecciata nel podcast “The Move” di Lance Armstrong alla maglia gialla: ”Pogacar vincerà presto il suo quinto Tour de France e dovremo leggere ovunque che ha eguagliato il record di tutti i tempi entrando a far parte di quel club esclusivo con cinque vittorie. Ma nemmeno lui ci crede. Per niente. Sa bene quale sia il vero record”. Che cosa vorrà dire davvero l’americano? Cosa intende? Ognuno su Armstrong può avere la sua opinione, informata o meno, però di certo Lance del mondo del ciclismo conosce ogni minuzia.

La tappa di domani

Chi batterà Tim Merlier domani nella Vichy-Nevers? Sarà volata perché in programma ci sono 161 kmh 1.400 metri di dislivello. Tappa pianeggiante quindi, con solo due gpm di 4a categoria, messi sul tracciato più che altro per assegnare qualche punto per la classifica della montagna.

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