Arrestata 17enne, nelle chat i manuali per bombe e propaganda Isis

milano terrorismo arresto
Diciasettenne arrestata con l'accusa di fare propaganda per l'Isis

MILANO – Fermata all’alba con l’accusa di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale. La Polizia di Stato di Milano ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, disponendo il collocamento in comunità, nei confronti di una ragazza italiana di 17 anni residente nella provincia di Pavia. Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica per i Minorenni di Milano, scaturisce da una complessa attività di monitoraggio della rete volta a contrastare i canali di reclutamento di matrice jihadista.

Il monitoraggio sul web e i canali blindati

L’indagine ha preso le mosse dai controlli sul web effettuati dagli specialisti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica dell’Umbria e dalle Digos di Perugia e Milano, in coordinamento con la Polizia Postale e la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. Sotto la lente degli investigatori è finita un’utenza virtuale attiva su una nota piattaforma di messaggistica istantanea.

Il profilo era inserito in quattro distinti canali di orientamento radicale e di aperto sostegno allo Stato Islamico, spazi virtuali blindati e accessibili soltanto previa autorizzazione degli amministratori. All’interno di queste chat venivano diffusi materiali di propaganda e istigazione al martirio, oltre a guide tecniche per il confezionamento autonomo di armamenti ed esplosivi.

I riscontri nei dispositivi e l’istigazione al martirio

I successivi servizi di osservazione sul territorio hanno permesso di attribuire l’identità del profilo alla diciassettenne. Nel corso di una perquisizione delegata dall’autorità giudiziaria, i poliziotti hanno sequestrato i supporti informatici in uso alla giovane.

L’analisi tecnica dei dispositivi ha rivelato una presenza costante della minore in numerosi gruppi della galassia jihadista internazionale. Nei telefoni erano memorizzati file di propaganda attribuiti a Daesh e manuali operativi incentrati sulla fabbricazione di ordigni artigianali, tra cui le istruzioni per l’assemblaggio di una cintura esplosiva. Gli investigatori hanno inoltre isolato diverse conversazioni scambiate con coetanei in Italia e all’estero, alcuni dei quali ritenuti vicini all’Isis, in cui la ragazza manifestava esplicitamente la propria propensione al martirio.

I riscontri sul rapido percorso di radicalizzazione e il timore di una possibile iniziativa violenta hanno spinto la Procura minorile a richiedere la misura restrittiva eseguita in mattinata.

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