Stampa e forze dell’ordine dal Prefetto: «Lavoriamo assieme per la sicurezza»

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VARESE – La sicurezza è stato il tema al centro dell’incontro avvenuto oggi – venerdì 17 luglio – in prefettura tra il prefetto Salvatore Pasquariello, i vertici delle forze dell’ordine della provincia di Varese e i direttori degli organi di stampa. La sicurezza come valore condiviso tra chi è chiamato a garantirla e chi, ovvero i giornali, racconta i fatti e le situazioni che caratterizzano la vita quotidiana dei cittadini e della città.

I presenti

L’incontro di oggi, al quale hanno partecipato i direttori di Malpensa 24, Vincenzo Coronetti; di Rete 55, Matteo Inzaghi; della Prealpina, Silvestro Pascarella, e la giornalista di Varesenews Stefania Radman, è stato convocato con lo scopo di ascoltare il punto di vista di chi vede e racconta le cronache quotidiane. Un confronto dal quale sono emerse le criticità, ma anche la percezione su situazioni comunque conosciute e attenzionate dal lavoro delle forze dell’ordine.

Le criticità

«C’è la volontà – ha spiegato il prefetto Salvatore Pasquariello – di rafforzare il dialogo e l’ascolto di chi, con il lavoro giornalistico, racconta i luoghi che tutti noi viviamo, partendo da presupposti confermati dai dati in nostro possesso. I numeri, frutto del lavoro delle forze dell’ordine, dicono che i reati sono in diminuzione rispetto al passato. Ma non possiamo nascondere che ci sono criticità, rispetto alle quali operiamo con una quotidiana sinergia, che coinvolge anche le istituzioni locali». Criticità sulle quali è concentrata l’attenzione della polizia di Stato, dei carabinieri e della guardia finanza, «mi riferisco – ha puntualizzato il prefetto – ad esempio, all’individuazione di zone delle città che meritano una presenza ancora più puntuali di agenti polizia di uomini dell’Arma. Ma anche sulla movida estiva, un punto sul quale c’è qualche preoccupazione».

Nel corso dell’incontro è anche emerso un confronto sul ruolo della stampa, che non può certo tacere di fronte a fatti di cronaca sotto gli occhi di tutti i cittadini. E che nella narrazione non dovrebbe scadere in allarmismi ed arzigogolazioni narrative. Tenendo anche in considerazione una serie di farraginosità comunicative, dovute principalmente alle nuove norme governative (in primo luogo la Legge Cartabia) che limitano la libertà di stampa e che spesso non agevolano gli operatori della sicurezza e i giornalisti, comunque chiamati a darne cronaca.

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