BUSTO ARSIZIO – In Basilica di San Giovanni l’ultimo saluto a Bruno Ceccuzzi, un altro grande bustocco che se ne va. «Un altro autorevole rappresentante di quella generazione di imprenditori, come Pietro Magistrelli e Franco Mazzucchelli, che ha saputo coniugare il successo personale con il servizio agli altri» lo ricorda così il sindaco Emanuele Antonelli dal pulpito di una chiesa gremita. E il suo successore alla guida dell’Aias Franco Castiglioni non trattiene la commozione: «Sarà sempre con noi e nei nostri cuori».
Il funerale
In tantissimi si sono ritrovati questa mattina, 17 luglio, in Basilica di San Giovanni, affacciata sulla stessa piazza della “casa e bottega” di Bruno Ceccuzzi, nel cuore di Busto, per tributare un commosso addio allo storico commerciante, venuto a mancare mercoledì all’alba all’età di 84 anni. Tante le autorità presenti – oltre al sindaco anche la deputata bustocca Manuela Maffioli, l’assessore Paola Reguzzoni e i consiglieri Paolo Geminiani e Orazio Tallarida – ma anche i colleghi commercianti, i confratelli del Magistero dei Bruscitti, i rappresentanti delle associazioni, in primis le “sue” Aias “Annibale Tosi” e Unitalsi. Un caloroso abbraccio della città ai familiari in prima fila: la moglie Paola, i figli Alessandra e Dino, i nipoti Beatrice e Giovanni, il fratello Alberto. A concelebrare la Messa, con monsignor Severino Pagani, c’era il bustocco don Giuseppe “Pucci” Grampa, a cui Bruno e Paola sono sempre stati legatissimi.
Le voci dal pulpito
La figlia Alessandra e la nipote Beatrice si sono soffermate sul Bruno Ceccuzzi più privato, familiare. «Se ne va un pezzo della nostra famiglia, oltre che di Busto» sottolinea Beatrice, quarta generazione Ceccuzzi che lavora nella gioielleria di piazza San Giovanni. «Era un uomo generoso, senza riserve e pregiudizi» aggiunge Alessandra Ceccuzzi, la figlia che ha preso in mano le redini dell’attività di famiglia e che ha seguito le orme del papà anche nell’impegno associativo, già presidente del comitato commercianti centro. «Sapeva farsi piccolo con i piccoli e tenere testa ai grandi quando era necessario, ma sempre con educazione, garbo e stile».
I ricordi della città
Del resto Ceccuzzi ha rappresentato «l’anima del commercio cittadino – il ricordo del sindaco Antonelli – grazie al suo entusiasmo e lungimiranza, Busto si è affermata come polo del commercio. Ma è stato anche uomo delle tradizioni, sempre presente con il Magistero, e uomo del volontariato». Per 25 anni presidente di Aias: «Gli si illuminavano gli occhi quando parlava dei suoi ragazzi con affetto autentico e sincero – le parole del sindaco – quella missione l’aveva fatta sua, ne parlava con emozione e orgoglio. Più di ogni altra cosa lascia il ricordo della sua generosità, fatta con la discrezione, la semplicità e la naturalezza delle persone veramente grandi». Per il presidente di Confcommercio Ascom Rudy Collini, Bruno Ceccuzzi «ha lasciato un segno indelebile. Non era semplicemente un commerciante, aveva la vocazione del commerciante e di far parte del mondo delle associazioni. Era appassionato, voleva vedere il piacere del cliente. Sempre presente nell’associazione, un esempio che rimarrà nella testa e nel cuore». Tutto il direttivo del “suo” Comitato commercianti centro cittadino è salito sul pulpito per ricordarlo: «Per molti anni un punto di riferimento con il suo lavoro, la sua presenza e il suo impegno, ha contribuito alla crescita e alla vitalità della città, lasciando un segno profondo nella vita commerciale e sociale di Busto».
L’omelia di don “Pucci”

Nell’omelia, don “Pucci” Grampa ha ricordato la «dedizione al lavoro» di Bruno Ceccuzzi e la sua vita «cà e butega» – casa e bottega – nel palazzo di piazza San Giovanni, ma tra i tanti gioielli con cui ha avuto a che fare «la sua perla preziosa è stata la sua famiglia». A partire dalla moglie Paola, con cui «ha vissuto fino all’ultimo respiro» e con cui «lo scorso 8 giugno eravamo qui a celebrare 60 anni di vita insieme di questi sposi». E poi i figli Alessandra, «una forza della natura», e Dino, «il vero tesoro» che «condusse Bruno ad un impegno intelligente e generoso per le tante persone che, mancando di talune qualità, non mancano di dignità e meritano che tutti si mettano al loro servizio». Come ha fatto Ceccuzzi con Aias, di cui è stato «per molti anni uno straordinario animatore e questo la nostra città non deve dimenticarlo».
Tutto l’affetto di Busto per Bruno Ceccuzzi. La figlia: «Dava a tutti, accoglieva tutti»
