Radici Novara, parla l’azienda: «Troppe perdite, resa inevitabile»

Novara crisi chimica industriale
Angelo Rodolfi, amministratore unico di Radici Chimica a Novara

NOVARA – Se le informazioni riferite dai sindacati avevano già tratteggiato la gravità del momento al termine del vertice di ieri in Confindustria, la prima presa di posizione ufficiale di Radici Chimica mette ora il timbro su una scelta che assomiglia ad una resa.

L’azienda rompe il silenzio e offre la propria lettura della crisi dello stabilimento di Novara, e il comunicato aziendale intona in qualche modo il de profundis per un intero comparto della chimica di base nazionale ed europea.

La decisione di chiudere la linea dell’acido adipico viene presentata dai vertici come l’unica misura necessaria per arginare tre anni di pesanti perdite consecutive.

“Invasione” cinese e costi energetici: le ragioni della resa di Radici Chimica

Nel ripercorrere le tappe della crisi, la società evidenzia la portata di una tenaglia di mercato contro cui nemmeno le protezioni commerciali comunitarie hanno potuto evitare il peggio.

L’azienda sottolinea di avere promosso insieme ad altri l’indagine anti-dumping avviata dalla Commissione Europea, culminata a maggio con dazi del 42,3% sulle importazioni dalla Cina.

Misure che tuttavia non sono bastate ad arrestare l’ondata d’urto delle merci asiatiche, penetrate in un mercato europeo già provato dai rincari eccezionali dell’energia e dal crollo prolungato dei settori chiave dell’automotive, del tessile e dell’edilizia.

Sicurezza e impatto Seveso nel centro urbano di Novara

Oltre alle motivazioni economiche, la nota ufficiale richiama espressamente la responsabilità gestionale legate alla sicurezza.

L’azienda ritiene che non sia più sostenibile prolungare l’attività di un reparto in forte perdita, soggetto alla direttiva Seveso e collocato nelle immediate vicinanze del centro urbano novarese.

L’attenzione si sposta ora sulla gestione dell’impatto occupazionale, con il confronto aperto con le RSU e le istituzioni per l’attivazione di ammortizzatori sociali, percorsi di riqualificazione professionale e piani di ricollocazione dei lavoratori coinvolti.

Il tramonto della chimica industriale nella città di Fauser e Donegani

La presa di posizione di Radici assume un valore simbolico amaro per l’intero territorio. Novara rappresenta la culla storica della chimica industriale italiana, il luogo in cui l’intuito di Giacomo Fauser e la visione manageriale di Guido Donegani diedero il via a una stagione straordinaria di innovazione scientifica e sviluppo economico per l’Italia intera.

Assistere alla resa della chimica di base proprio laddove quella grande storia ebbe origine segna un punto di non ritorno per il distretto industriale e apre interrogativi profondi sul futuro del comparto.

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