MALPENSA – «Seguiremo con la massima attenzione l’evoluzione della vicenda e metteremo in campo tutte le iniziative necessarie per tutelare le lavoratrici e i lavoratori coinvolti». A dirlo in una nota sono le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Ta dopo la comunicazione ricevuta in queste ore relativa al trasferimento, a partire dal prossimo 8 settembre, delle attività di handling merci per il vettore Amazon dallo scalo di Malpensa a Brescia. Si tratta di una questione di particolare rilevanza per il futuro di molti dipendenti di BCube-Mle, stimati in circa 200. Nel frattempo si muovono anche le sigle di base. Dopo la richiesta di un tavolo urgente promosso da Flai, Cub Trasporti ha già inviato in prefettura a Varese la lettera per l’apertura della prima fase della procedura di raffreddamento per la dichiarazione di sciopero.
Ricadute occupazionali
Se è vero che Amazon a Malpensa rappresenta soltanto il 2,5% delle merce totale gestita al cargo, le ricadute sociali sono notevoli. «La dimensione della commessa coinvolta lascia infatti prevedere importanti ricadute occupazionali e organizzative per il personale dell’azienda che oggi svolge il servizio a Malpensa», scrivono in una nota in confederali. «Ancora una volta, scelte e logiche esclusivamente commerciali rischiano di determinare cambiamenti profondi nella vita delle persone, senza che risultino adeguatamente valutate tutte le conseguenze sociali e occupazionali».
Clausola sociale
Prima di intraprendere iniziative di lotta, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Ta ritengono necessario comprendere con precisione la portata del trasferimento delle attività e le ricadute sulle lavoratrici e sui lavoratori coinvolti. «Per questo chiederemo con urgenza un incontro alle aziende interessate, al fine di acquisire tutti gli elementi necessari e verificare l’applicazione delle procedure previste dalla clausola sociale del Ccnl Trasporto Aereo».
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