“Terre pulite”: le reazioni dal territorio. «Fare rete tra le istituzioni»

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L'operazione dei Carabinieri coordinati dalla DDA di Torino ha suscitato commenti dalla politica e dalle realtà associative

VERBANIA – L’operazione “Terre pulite”, condotta dai Carabinieri e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Torino, ha riacceso i riflettori sulle dinamiche di infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico e sociale del Nord Italia.

Un’azione incisiva che ha portato a importanti sequestri — tra cui ville di lusso, piscine e supercar nel comune di Meina, sulla sponda novarese del Lago Maggiore — dimostrando ancora una volta la capacità delle mafie di mimetizzarsi e investire capitali illeciti nell’economia legale.

La notizia ha suscitato un’immediata e forte reazione da parte del mondo politico, istituzionale e dell’associazionismo locale, coesi nel ringraziare la magistratura e le forze dell’ordine, ma concordi su un punto fondamentale: la risposta giudiziaria e repressiva, per quanto fondamentale, non può bastare senza una forte prevenzione sociale e amministrativa.

PD e GD del VCO: «il Verbano Cusio Ossola non è immune»

I rappresentanti territoriali del Partito Democratico del Verbano Cusio Ossola —Riccardo Brezza (segretario PD VCO), Simone Martoccia (segretario Giovani Democratici VCO) e Giacomo Molinari (segretario del circolo PD di Verbania) — sottolineano l’importanza dell’operazione evidenziando come la storia del territorio (già segnata negli anni ’90 dall’operazione “Betulla”) debba servire da monito.

«Le mafie non sono un’emergenza confinata ad altri territori: da anni sappiamo che cercano spazi anche nel Nord Italia, dove puntano a infiltrarsi nell’economia legale, nei settori più esposti agli appalti, nella gestione dei rifiuti, nel credito illegale e nelle attività produttive. Pensare che il VCO sia immune sarebbe un grave errore.»

Per gli esponenti del PD locale, la lotta si gioca sulla trasparenza amministrativa, sul controllo degli appalti e sul ruolo attivo delle giunte comunali, chiamate a formare i dipendenti e a collaborare strettamente con le Prefetture per non lasciare terreno fertile agli interessi criminali.

Avviso Pubblico: «Sui capitali illeciti a Meina non si abbassi la voce»

Sulla stessa linea d’onda si colloca l’intervento di Luca Galuppini e Giacomo Archetti, rispettivamente coordinatori per Novara e per il VCO di Avviso Pubblico (la rete degli enti locali per la formazione e la legalità). I due referenti si soffermano in particolare sugli aspetti emersi a Meina e sulla necessità di fare sponda tra i diversi comuni del bacino del Lago Maggiore:

«La notizia di ville, piscine e supercar legate a patrimoni illeciti a Meina ci impone una riflessione che non può più essere rimandata […]. Le mafie al Nord non hanno bisogno di sparare, hanno bisogno di investire. I capitali sporchi non fanno rumore, si nascondono dietro l’ostentazione di ricchezze improvvise, inquinano l’economia legale, drogano il mercato immobiliare e commerciale.»

Galuppini e Archetti lanciano dunque un appello diretto a tutti i Comuni del Novarese e del VCO che non l’abbiano ancora fatto ad aderire ad Avviso Pubblico, ricordando che di fronte alla criminalità «l’isolamento è una condanna, mentre fare rete è l’unica vera salvezza».

Domenico Rossi: «Serve un’alleanza tra istituzioni, imprese e cittadini»

A chiudere il quadro è il commento di Domenico Rossi, segretario regionale del Pd e consigliere regionale del Piemonte, che richiama l’attenzione sulle caratteristiche economiche della regione che la rendono particolarmente attrattiva per il riciclaggio:

 «Il Piemonte, il Novarese e la sponda del Lago Maggiore sono territori ricchi ed estremamente attrattivi per chi ha necessità di riciclare denaro sporco. Oggi le organizzazioni criminali inquinano l’economia legale acquisendo immobili di lusso e attività commerciali, spesso alla luce del sole.»

Rossi ricorda l’impegno costante della Commissione Legalità del Consiglio Regionale — culminato nel convegno promosso lo scorso 9 marzo a Novara — e ribadisce che per fare davvero argine contro le mafie serve una “alleanza solida” che unisca istituzioni, associazioni di categoria, amministrazioni e cittadinanza attiva.

 

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