Figaro conquista Busto: in 400 per l’opera lirica sotto le stelle. Maffioli: «Sfida vinta»

BUSTO ARSIZIO – «Sfida vinta». Due parole che significano tanto per Manuela Maffioli, l’assessore alla cultura di Busto Arsizio che ha creduto fortemente al ritorno dell’opera lirica in città dopo il traumatico stop di due anni e mezzo fa ai tempi della chiusura temporanea del teatro Sociale. Ed è stato un ritorno in grande stile: erano in 400 nel giardino quadrato del museo del Tessile per “Il Barbiere di Siviglia“, nella brillante versione ispirata a Fellini messa in scena dal regista Alberto Oliva con l’orchestra della Filarmonica Ettore Pozzoli di Seregno.

Lo spettacolo

Figaro ha letteralmente conquistato Busto Arsizio. Una prima volta in città l’allestimento “sotto le stelle” di un’opera lirica completa. Ma la risposta è stata quella che ci si aspettava da una città che nel recente passato aveva accolto con grande entusiasmo le stagioni di BA Lirica a teatro. E così l’assessore (e deputata) Maffioli può parlare di «uno straordinario successo» di fronte al vero e proprio spettacolo nello spettacolo del pubblico pagante (biglietti a 20 e 25 euro) del Tessile, «400 persone rapite dalla storia del “Barbiere di Siviglia”». A cui, a dire il vero, andrebbero aggiunti alcuni improvvisati “loggionisti” che si sono goduti lo spettacolo, e soprattutto la musica, da dietro le grate del giardino quadrato.

Il pubblico

Tanti gli applausi che hanno punteggiato la performance della squadra messa insieme dal regista Alberto Oliva, già protagonista delle opere di BA Lirica al Sociale. «Uno spettacolo meraviglioso e riuscito, grazie a professionisti di grande levatura, con una temperatura perfetta, una organizzazione fluida, in un silenzio di concentrazione surreale, interrotto solo da applausi fragorosi» la cronaca dell’assessore Manuela Maffioli in un post sui social. «Ci abbiamo creduto. Ci ha creduto il pubblico, eterogeneo per età e provenienza – il commento dell’esponente della giunta Antonelli – è quello che Busto merita: investimenti di alta qualità. È quello che Busto sta avendo, anche grazie alla Cultura. Che resta un imprescindibile strumento di crescita delle persone e del territorio».

I precedenti e la squadra

E al festival BA Lirica, uno dei fiori all’occhiello della programmazione culturale del suo assessorato in questi nove anni, Maffioli proprio non riusciva a rinunciare. Così l’idea di riprenderlo in una forma nuova e inedita per Busto Arsizio, quella dell’opera all’aperto. Certo, il giardino quadrato del museo del Tessile non è l’Arena di Verona ma il pubblico è arrivato e ha decisamente apprezzato. Con il regista Oliva e l’orchestra diretta da Luca Ballabio, sul palco sono saliti il mezzosoprano Marta Pluda (Rosina), il tenore Enrico Iviglia (il Conte), il baritono Gabriele Nani (Figaro) e poi Enrico Marabelli, Graziano Della Valle, Francesca Mercuriali, Michele Chiusi e Giacomo Capra, oltre alle comparse del Liceo artistico e musicale Candiani. Il cui prof., Giulio Pace, ha curato la scenografia originale, mentre Jessica Fiumara si è occupata dei costumi. In campo anche il personale dell’assessorato alla cultura, la Protezione civile “Garibaldi” che ha gestito la sicurezza dell’evento e infine gli sponsor Grassi 1925 e Gruppo Imballaggi Francesca. «Una scommessa fuori dal tempo – la definisce Maffioli, per rispondere anche ai “gufi” – vinta, tutti insieme».

La Busto Arsizio dell’opera lirica punta al sold out. Con “Il barbiere di Siviglia”

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