Malpensa, scatta la protesta dei lavoratori per l’abbandono di Amazon: «No esuberi»

Malpensa amazon lavoratori protesta

MALPENSA – Il primo presidio di protesta si terrà domani mattina, 29 luglio, davanti ai magazzini cargo di Mle-Bcube del Terminal 2. I sindacati confederali hanno convocato i lavoratori dopo la decisione di trasferire le attività di movimentazione merci del cargo aereo da Malpensa a Brescia a partire dal prossimo 8 settembre. E’ la prima iniziativa di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Ta dopo il comunicato in cui annunciavano che avrebbero seguito «Con la massima attenzione l’evoluzione della vicenda» e che avrebbero messo in campo «tutte le iniziative necessarie per tutelare le persone coinvolte». 

Pronta la cooperativa? 

In attesa di ascoltare la loro voce, a parlare oggi sono i sindacati di base. La Flai critica Amazon che «con leggerezza sostiene che se i lavoratori perdono il lavoro a seguito della scelta di trasferire le attività da Malpensa a Montichiari non è un problema loro ma di chi gestisce l’assistenza di handling». Ma anche bussando a quella porta, denuncia pubblicamente il segretario Andrea Orlando, stanno trovando porte chiuse perché «C’è già pronta la cooperativa per gestire le attività di assistenza a terra con un contratto collettivo dei multiservizi con costi del lavoro più bassi e flessibilità più spinte». Per questo motivo, la Flai invita ancora una volta tutti i soggetti coinvolti «a un confronto immediato a salvaguardia dell’occupazione di centinaia di lavoratori e al rigoroso rispetto delle regole di sistema, in assenza di celere riscontro metteremo in atto azioni sindacali a tutela delle maestranze».

No agli esuberi

Secondo Cub Trasporti, il rispetto della clausola sociale richiesta da Mle-Bcube ai bresciani di Gda Handling non può essere comunque la soluzione. «La clausola sociale prevede, in caso di passaggio delle attività da una società di Handling all’altra, il passaggio dei lavoratori alle medesime precedenti condizioni di lavoro», ricorda Renzo Canavesi. Ma il problema in questo caso è che «il passaggio di appalto viene attuato con il trasferimento delle attività in una località distante 150 chilometri, lasciando più di un dubbio sulla funzionalità e imponendo comunque degli interventi correttivi per evitare che i lavoratori non in grado di trasferirsi tanto lontano perdano il posto di lavoro». Per questo motivo la Cub trasporti ha già attivato le procedure di raffreddamento, «perché sia chiaro che nessun lavoratore dovrà perdere il posto di lavoro. Se ci saranno effettivamente degli esuberi, andranno gestiti favorendo la trasmigrazione in altre società di Malpensa e con il ricorso ai soli ammortizzatori sociali che la legge offre per evitare i licenziamenti».

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