Rifiuti, si paga uguale a Jerago e in 18 altri Comuni. E arrivano i cestini intelligenti

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JERAGO CON ORAGO – «Entro la fine del 2026 Coinger installerà 140 nuovi cestini pubblici intelligenti, a partire dai Comuni di Jerago con Orago, Besnate, Morazzone e Cavaria con Premezzo». Ad annunciarlo – via social – è il sindaco di Jerago, Emilio Aliverti. «I cestini saranno più robusti e dotati di sensori di riempimento che consentiranno di programmare gli svuotamenti quando servono davvero, anziché a calendario». Ma non è l’unica novità in materia di rifiuti. Nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale, infatti, è stato anche approvato il piano economico finanziario Tarip 2026,  con leggeri aumenti «intorno al 2%» per le famiglie.

Il Pef

«Quest’anno, Arera – spiega Aliverti – ha permesso di approvare un Pef unico per tutti i 19 Comuni che hanno aderito alla Tarip. Coinger è la prima realtà in provincia di Varese ad aver ottenuto questo riconoscimento. Il risultato è una tariffa unica di bacino, costruita interamente sulle dotazioni assegnate a ogni singola utenza e sulle esposizioni effettivamente svolte. Si ragiona in termini di bacino, non di singolo campanile: ed è esattamente il modo corretto di affrontare un servizio che, per sua natura, è sovracomunale». Non solo, essendo il Pef quadriennale, «il quadro tariffario sarà stabile e prevedibile per quattro anni, con parametri regolari uniformi per tutti i Comuni serviti».

«Chi più produce, più paga»

Nello specifico, con il nuovo metodo tariffario, cambierà la composizione delle bollette. «Si sono ridotti ampiamente i costi imputati alla quota fissa, e c’è stato un corrispondente aumento di quelli imputati alla quota variabile. In altre parole: la regolazione nazionale sposta il peso della tariffa su ciò che ciascuno produce davvero. È il principio “chi più produce, più paga”, finalmente applicato con metodo».

I costi

A pesare sui costi, prosegue il primo cittadino, sono stati, da una parte, «il rinnovo del Contratto collettivo nazionale del settore ambiente, che porta un aumento del costo della manodopera del 5% nel 2026 e del 5% nel 2027; e i costi energetici, con un adeguamento Istat che supera abbondantemente il 3%». Dall’altra parte, invece, «le scelte strategiche fatte hanno prodotto nel 2025 una riduzione della produzione di Rur e un aumento della raccolta differenziata; e il totale degli insoluti è risultato nettamente inferiore alle aspettative, e inferiore a quello che i singoli Comuni registravano prima dell’adesione». Cambiano, inoltre, le raccolta minime, le esposizioni già incluse in tariffa che, dopo un anno di misurazioni, sono state «allineate a ciò che succede davvero».

I numeri

Complessivamente, si registra, dunque, «un aumento medio contenuto entro il 2%, ampiamente al di sotto dell’adeguamento Istat del settore, in un anno in cui il costo del lavoro cresce del 5%». Per le utenze domestiche da 4 persone, ad esempio, questo significherà «un passaggio da 236,38 euro a 242,03 euro». Insomma, «per le utenze monocomponenti e le famiglie di due persone l’aumento è, nei fatti, inesistente, parliamo di pochi centesimi. Per i nuclei più numerosi l’incremento è più marcato: dotazioni più capienti ed esposizioni più frequenti pesano di più ora che il costo è spostato sulla componente variabile». D’altra parte, «sono gli importi più facilmente riducibili: il compostaggio può abbattere la bolletta di diverse decine di euro».

Cosa migliorare?

«Non tutto però è perfetto – ammette Aliverti – ci sono ancora parti del servizio da sistemare». Tra queste: «la qualità di alcune tipologie di mastelle e l’affidabilità della raccolta».

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Jerago Coinger Tarip cestini – MALPENSA24
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