MILANO – Un mare di maglie rossonere con il numero sei stampato sulle spalle, i cori storici della Curva Sud che rimbombano tra le campate e un silenzio denso di commozione. La città ha dato l’ultimo saluto a Franco Baresi nella Basilica di Sant’Ambrogio, trasformata nel tempio dell’addio al libero per eccellenza, l’uomo che ha guidato il Milan alla conquista di tre Coppe dei Campioni, sei Scudetti e una Coppa Intercontinentale, segnando un’era irripetibile del calcio mondiale. Diverse ore prima della funzione centinaia di sostenitori si sono radunati nel piazzale per rendergli omaggio, esponendo su un palazzo di fronte uno striscione monumentale: “Leggenda immortale, inimitabile bandiera che non smetterà mai di sventolare. Ciao Capitano“.
L’omelia dell’Abate e l’omaggio trasversale dello sport
La cerimonia, svolta alla presenza dei vertici del calcio globale e di una delegazione dei più importanti club europei come Real Madrid e Barcellona, si è aperta nel segno della semplicità che ha sempre contraddistinto l’uomo prima del campione. Nella sua omelia, l’abate monsignor Carlo Faccendini ha ricordato la figura del difensore richiamando le sue origini ed evidenziando come nei Vangeli sia esplicita la predilezione per chi è ‘Piscinin‘, proprio come veniva affettuosamente chiamato Baresi. Un insegnamento vivo sulla possibilità di diventare grandi restando piccoli, lasciando come eredità la certezza del bene e dell’amore condiviso. Significativa la prima lettura della funzione, affidata allo storico capitano interista Beppe Bergomi, compagno di mille battaglie nei derby e con il quale Baresi aveva condiviso il ruolo di tedoforo per l’apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Sul sagrato si sono ritrovate le glorie di ogni epoca del Milan e del calcio internazionale. Ovazione all’arrivo per Paolo Maldini e Marco Van Basten, affiancati da icone rossonere come Roberto Baggio, Claudio Ranieri, Giovanni Galli, Pietro Paolo Virdis e Nevio Scala. L’ex portiere Giovanni Galli ha rievocato la gioia della Champions vinta a Barcellona, quando sollevò il capitano in un momento di felicità pura dopo anni di sofferenze, orgoglioso di aver restituito orgoglio ai 95 mila tifosi al seguito.
Il ricordo delle istituzioni e la commozione della piazza
Tra le corone di fiori inviate da Fifa, Uefa e dalle istituzioni, si sono intrecciati i tributi del mondo politico e dirigenziale. Il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta ha descritto il difensore come un’icona portatrice di quel senso di appartenenza che oggi appare smarrito, mentre il ministro dello Sport Andrea Abodi ne ha sottolineato lo stile inconfondibile, capace di farsi amare dall’intero mondo dello sport al di là del colore della maglia. Per la Regione Lombardia è intervenuto l’assessore alla Sicurezza e Protezione civile Romano La Russa, che ha portato la vicinanza dell’istituzione alla famiglia definendo Baresi il “capitano per eccellenza”. All’uscita del feretro, lo stesso La Russa si è unito ai cori dei tifosi da milanista, lasciandosi andare alla commozione per un ricordo che rimarrà solido nel cuore di tutti i lombardi. Presenti anche i vertici del Torino con il presidente Urbano Cairo e una delegazione della Juventus guidata da Gianluca Pessotto e Ricky Massara.
Non sono mancati momenti di tensione all’esterno della basilica, dove la piazza ha accolto con fischi e slogan di protesta l’arrivo dei vertici societari del Milan, il proprietario Gerry Cardinale e il presidente Paolo Scaroni, insieme alle contestazioni indirizzate al sindaco Giuseppe Sala.
Il lungo abbraccio dei compagni
Il momento più toccante si è consumato sul finire della funzione, quando la bara adagiata sotto rose bianche e rosse è stata scortata a spalla verso l’uscita dai suoi storici compagni di squadra: Demetrio Albertini, Alessandro Costacurta, Massimo Ambrosini, Marco Simone, Alberico Evani e Pietro Paolo Virdis. Accompagnato dalle note di “You’ll Never Walk Alone” e dallo sventolio ininterrotto dei drappi rossoneri, il feretro ha attraversato la folla riunita nel piazzale per l’ultimo applauso al capitano di sempre.
