FARA NOVARESE – Il giorno dopo la furia del maltempo è quello della conta dei danni e delle grandi manovre istituzionali. Il violento nubifragio che venerdì 7 agosto si è abbattuto sull’Alto Novarese ha lasciato dietro di sé una scia di devastazione: vigneti azzerati a poche settimane dalla vendemmia, colture piegate e strutture private e produttive pesantemente danneggiate.
Dopo le sollecitazioni arrivate immediatamente dopo i fatti, e per prime, dagli esponenti del PD Domenico Rossi e Sara Paladini per invocare un sostegno tempestivo degli enti preposti, nelle ultime ore la macchina amministrativa e politica si è messa in moto a tutti i livelli .
Il sopralluogo a Fara: ripartire dalle macerie
Punto di ritrovo della mattinata di oggi, domenica 9 agosto, è stato l’Albergo Ristorante Farese di Fara Novarese. La struttura, il cui tetto era stato completamente divelto e scaraventato in strada dalle raffiche di vento di venerdì pomeriggio, è diventata l’immagine simbolo dell’ondata eccezionale di maltempo.
Proprio da Fara è partito il sopralluogo guidato dal presidente della Provincia di Novara, Marco Caccia, affiancato dai consiglieri Giuseppe Maio e Lido Beltrame, insieme agli amministratori locali. L’obiettivo di Palazzo Natta è fare fronte comune per presentarsi compatti a Torino con una stima precisa dei danni.
Le verifiche sul campo hanno tracciato una vera e propria “striscia rossa” delle zone più colpite: un corridoio che comprende Fara Novarese, Sizzano, Briona, Ghemme, Romagnano, Carpignano Sesia, Barengo e Sillavengo.
Vigneti devastati: compromessa anche la stagione 2027
A pagare il conto più amaro è la pregiata filiera vitivinicola locale. Tra Fara e Sizzano la grandine non si è limitata a distruggere grappoli e fogliame, ma in diversi casi ha spezzato gli stessi filari.
Per diverse cantine non si tratta solo di aver perso la vendemmia 2026, ormai irrimediabilmente compromessa, ma di dover fare i conti con danni strutturali alle piante che avranno ripercussioni anche sulle prossime stagioni produttive.
Problemi molto seri si registrano anche su mais, ortaggi e colture di campo.
Per coordinare le prossime mosse, il sindaco di Sizzano Celsino Ponti ha già convocato un tavolo tecnico: raccoglierà le segnalazioni dei vari Comuni per quantificare rapidamente l’ammontare dei danni, snodo cruciale per chiedere il riconoscimento dello stato di calamità.
Domani la call con la Giunta regionale
Per la giornata di domani, lunedì 10 agosto, l’assessore regionale Daniela Cameroni, d’intesa con il collega all’Agricoltura Paolo Bongioanni, ha convocato un vertice online urgente con i tecnici della Regione e i primi cittadini dei cinque centri maggiormente devastati.
«La Regione non sta a guardare – assicura Cameroni –. Vogliamo ascoltare la voce del territorio ed elaborare una stima precisa dei danni al comparto vitivinicolo. Il Piemonte è la prima Regione ad aver avviato con Agea una metodologia geospaziale all’avanguardia per delimitare e individuare rapidamente le aree colpite».
Nastri: «Attivare Agricat e Dlgs 102»
Non ha mancato di farsi sentire anche il Senatore Questore di Fratelli d’Italia, Gaetano Nastri, che ha riferito di avere coinvolto il sottosegretario all’Agricoltura Patrizio La Pietra,
«Dietro un vigneto devastato ci sono anni di duro lavoro e sacrifici delle nostre famiglie», rimarca Nastri
«Per i danni catastrofali la normativa nazionale contempla gli interventi del fondo Agricat, ma per eventi localizzati come la grandine è fondamentale che le aziende segnalino tempestivamente tutto ai Comuni. Solo così potremo avviare le verifiche per l’accesso agli interventi compensativi del Dlgs 102/2004. Il Novarese ha subito un duro colpo, ma la risposta istituzionale sarà altrettanto forte».
