Diceva Matteo Salvini alcuni giorni fa: “Agli italiani non interessano le nostre beghe interne, nella Lega stiamo lavorando per rafforzare la squadra. Il raduno di Pontida sarà italiano ma anche internazionale”. Ecco, appunto, internazionale. E il Nord del Paese? E la “questione settentrionale”. E la Lombardia? Su questi temi insiste Attilio Fontana, governatore a Palazzo Lombardia, in una lunga intervista pubblicata oggi, 17 agosto, sul Corriere della Sera. La firma Giampiero Rossi e affronta le questioni, vecchie e nuove, del tormentato movimento che fu di Umberto Bossi.
Alla domanda: ma in sostanza cosa chiede al segretario Salvini? Un passo indietro, di lato o qualcos’altro, la risposta ci pare inequivocabile: “ Nessuna soluzione va esclusa a priori. La Lega non teme il rinnovamento. Chiediamo di rivedere in modo sostenibile ed effettivo l’impostazione del nostro partito, per valorizzare i suoi stessi asset. Perché ce n’è un gran bisogno ora. E il rilancio della Lega è una condizione prioritaria per l’intera coalizione di centrodestra”.
Guidesi: sopravvivenza a rischio
Chi vuol capire, capisca. Tanto più che siamo a un mese da Pontida e la presa di posizione di Fontana fa seguito a quanto aveva dichiarato Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo Economico della giunta regionale: “La sopravvivenza del partito è a rischio”. Guidesi faceva questa affermazione a poche ore dal direttivo convocato proprio da Salvini in via Bellerio con lo scopo di sedare i malumori interni. Esplicita la richiesta di azzerare tutte le cariche, altrettanto preciso il ribadire che “il malessere del Nord si fa sempre più evidente”.
Ora Fontana, che non ha mai risparmiato critiche alla linea politica del Capitano, rincara la dose. Lo fa in modo, diciamo così, leggero nella formulazione sintattica, ma soltanto all’apparenza. Perché i contenuti delle sue parole vanno a segno. Ad esempio, quando Rossi gli chiede se queste discussioni interne facciano male alla Lega, il governatore lombardo risponde: “Una discussione basata su argomenti non fa mai male, anzi. Fa molto più male l’erosione di consensi e la riduzione di sezioni che noi vorremmo arginare: questi sono i problemi da analizzare e risolvere. Con buon senso, vicinanza ai territori e agli amministratori locali”.
Lombardia (e Nord) da valorizzare
Poi via con il refrain, per altro sostenuto dai dati economici, sulla Lombardia locomotiva del Paese, sulla necessità di creare le Zes, le zone economiche speciali, sull’inderogabile necessità che il Nord abbia una giusta, diversa attenzione. Dice: “Non metto in discussione che altre regioni abbiano altre esigenze, ma io mi devo occupare della mia”. E ultima, ma non ultima, la conferma che si sta “lavorando a un’associazione per aprire uno spazio di confronto per la ricerca di soluzioni utili a tutti”.
Sì a una leadership collettiva
Per dirla in un altro modo, un’associazione culturale con finalità politiche. Non un partito vero e proprio, come si sosteneva tempo fa, ma qualcosa che possa “raddrizzare la baracca” dall’interno. Piaccia oppure no a Salvini. Che, è vero, come lui stesso ammonisce, è stato eletto all’unanimità un anno fa o giù di lì, quando fece cambiare lo statuto per rafforzare la sua segreteria, ora attaccata da più parti. Spiega Fontana : “… la Lega può offrire una squadra forte, una leadership collettiva, diversamente dagli altri partiti. Occorrerebbe valorizzare le competenze e la complessità interna…”. Insomma, una segreteria allargata a una sorta di direttorio. “Perché il mondo è cambiato – afferma ancora il governatore – guardiamo, per esempio, cosa ha fatto il generale Roberto Vannacci: un anno e mezzo fa aveva semplicemente pubblicato un libro, un anno fa era vicesegretario della Lega, poi ha cambiato impostazione e ha cambiato il quadro politico e le necessità».
Che Salvini sia intoccabile oggi lo pensano soltanto lui e chi non ha ancora letto l’intervista di Attilio Fontana.
“Cancellato” il nome di Salvini anche dalla locandina che annuncia Pontida
