SARONNO – C’è un cantiere da 6 milioni di euro pronto a partire e una diffida dei genitori (in realtà al momento di un solo genitore) alla Provincia di Varese, ente proprietario dell’immobile scolastico Zappa. Insomma, la tensione c’è, ma Villa Recalcati, per voce del vicepresidente e delegato all’Edilizia scolastica, Giacomo Iametti, smorza con pacata fermezza.
«Stiamo parlando di un intervento epocale per la scuola in questione – dice – I lavori si faranno e la Provincia è disposta a sedersi a un tavolo e trovare soluzioni alle criticità. Una cosa però, deve essere chiara, non accettiamo atteggiamenti bellicosi che puntano solo alla scontro e non alla soluzione dei problemi».
Il progetto
Progetto approvato, risorse arrivate e cantiere in fase di partenza. L’Istituto Zappa, nei prossimi mesi, sarà oggetto di una serie di lavori che rimetteranno a nuovo l’intero edificio. Nel dettaglio, si interverrà sulla riqualificazione energetica, con anche la realizzazione di un cappotto, sul rifacimento dell’impiantistica, sull’ammodernamento degli spazi didattici, ampliandone la ricettività, e sulla riqualificazione dell’ingresso. Insomma, tutto bene? No, anzi. A mettersi sul piede di guerra sarebbe un gruppo di genitori (c’è chi dice uno, chi dice qualcuno in più) che teme ripercussioni sull’attività scolastica alla luce dell’ipotesi, prospettata dalla dirigente scolastica, di fare lezione su più turni.
Dialogo
Oltre ai comprensibili timori, ci sarebbe anche una diffida a iniziare i lavori fatta pervenire a Villa Recalcati. L’ente però, al momento, raffredda gli animi. «Stiamo parlando di un intervento atteso da tempo – continua Iametti – Sappiamo anche noi che potrebbero esserci disagi per gli studenti, ma bisogna guardare all’intervento finito e alla scuola che consegneremo, rinnovata, proprio ai ragazzi. Inoltre, da mesi stiamo dialogando con profitto con la dirigente e anche a fine mese ci troveremo per capire quali soluzioni adottare a cantiere in corso. Insomma, non abbiamo calato l’intervento dall’alto e non ci tiriamo indietro. Detto questo però, non possiamo permetterci di perdere i 6 milioni di euro e rinunciare all’intervento».
