Nuovo Pgt, la discussione in consiglio: due visioni opposte sul futuro di Varese

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La prima serata del consiglio dedicata al Pgt

VARESE – Ha preso il via la maratona per l’adozione del nuovo Piano di Governo del Territorio di Varese. Quella di martedì 1 settembre è stata la prima di una serie di serate (tre quelle previste dalla convocazione ufficiale) di confronto e discussione in aula sullo strumento urbanistico che disegnerà la città dei prossimi 10-15 anni. Si prosegue nella serata di mercoledì 2 con gli emendamenti.

Via ai lavori

Dopo l’incontro tra gli allenatori delle scuderie e i rappresentanti dell’amministrazione i lavori sono entrati nel vivo con gli interventi istituzionali e dei tecnici che hanno curato la stesura del piano: Andrea Arcidiacono per il Politecnico di Milano ed Emanuele Boscolo per l’Università dell’Insubria. «L’adozione di oggi non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una fase altrettanto importante – ha sottolineato il sindaco Davide Galimberti – vogliamo ascoltare e accogliere tutte le istanze coerenti con le linee guida del nuovo Pgt. I 60 giorni che separano l’adozione dall’approvazione definitiva saranno un momento di grandissima partecipazione per tutta la città. Vogliamo che il nuovo Pgt venga sentito come patrimonio di tutti: cittadini, quartieri, associazioni, categorie economiche e professionali, forze sociali e tutti coloro che hanno a cuore il futuro di Varese». Ha poi ricordato come molte delle linee guida a cui si ispira il nuovo Pgt sono già state messe in atto attraverso diversi interventi in città. E come l’approvazione del Pgt si inserisce anche all’interno del Ptcp della Provincia. E ancora sul lavoro che seguirà nei prossimi due mesi. «Sarà un confronto vero, aperto e concreto, perché l’obiettivo è costruire insieme la Varese dei prossimi decenni. Vogliamo arrivare all’approvazione definitiva con un Pgt ancora più forte, più partecipato e capace di rispondere alle esigenze di Varese, dei varesini e dei suoi quartieri». Quindi l’assessore ai lavori pubblici Andrea Civati: «Quando penso al nuovo Pgt penso a un piano che sia in grado di prendersi cura dei cittadini che fanno fatica ma anche di chi vuole investire».

La maggioranza sottolinea l’aspetto dell’ambiente

È seguita la discussione da parte dei consiglieri di entrambi gli schieramenti. Gli esponenti della maggioranza hanno sottolineato in particolare gli aspetti ambientali del nuovo piano. Il dem Domenico Marasciulo, presidente della Commissione Urbanistica, ha ribadito quanto espresso nei giorni scorsi in risposta alle accuse di “Pgt balneare” giunte dal centrodestra, ricordando il percorso, il procedimento e il merito del nuovo documento. Maria Paola Cocchiere di Varese Praticità ha parlato di un piano che «rappresenta una scelta coraggiosa per la città: per la prima volta mettiamo davvero in atto politiche di consumo zero». Guido Bonoldi di Lavoriamo per Varese ha sottolineato: «Come consigliere con delega alla sanità considero particolarmente importante che il piano riconosca come la salute non dipenda soltanto dagli ospedali e dagli ambulatori, ma anche dalla qualità dell’abitare e dell’ambiente urbano». Per il collega di lista Giuseppe Pullara «il nuovo Pgt non immobilizza Varese: la libera da una logica vecchia fatta di espansione facile e sviluppo disordinato». Quindi Maria Grazia D’Amico di Progetto Concittadino: «È una Varese che rigenera quello che già esiste, che rafforza verde e servizi. Siamo di fronte a un cambio di paradigma». Infine Luca Paris del gruppo misto. «Al netto degli aspetti positivi e negativi che si possono trovare nei vari contenuti del piano io credo che il concetto dell’adattabilità del piano sia fondamentale».

L’attacco di Angei

«Dobbiamo dare una connotazione forte alla città di Varese: una visione che allo stato attuale non c’è – ha detto il consigliere leghista Matteo Bianchi – non ho capito oggi 2026 che tipo di città vogliamo tra vent’anni. Dobbiamo misurare questo documento anche in termini di quanto lavoro viene prodotto o creato. Non possiamo pensare che le persone vengano a vivere qui solo perché Varese è una città verde e ha una qualità dell’aria migliore di Milano». Luca Boldetti di Forza Italia ha parlato del no al consumo di suolo più volte citato dalla maggioranza. «È in contrasto con quello che abbiamo visto negli anni passati: ricordiamo via Selene, il parcheggio di via Maspero e il nuovo canile». Dubbi anche sulla città dei 15 minuti, sui fondi di quartiere e sulle regole per gli immobili dismessi. Come sempre il più agguerrito è stato il leghista Stefano Angei: «È un documento non accettabile per Varese – ha attaccato – questo Pgt non è uno strumento di sviluppo, è un atto al limite dell’arroganza, è l’ultimo colpo di coda di una giunta che sta scadendo. Avete persino ignorato la nostra richiesta di rinvio di 30 giorni. Avete paura che i varesini si accorgano di cosa nascondete dietro i vostri rendering colorati». E ancora: «Questo Pgt finge un ambientalismo da salotto ma nasconde una totale incapacità di progetto. Avete il coraggio di chiamare il declino transizione green. Questo documento ingesserà Varese con i vostri vincoli di stampo sovietico». Per la Lega è intervenuto anche Emanuele Monti. «Varese non trova in questo Pgt delle risposte concrete al calo demografico. E mancano i vantaggi per chi vuole investire». Salvatore Giordano di Fratelli d’Italia ha sottolineato che «non c’è una visione strategica della città che la metta in condizione di essere attrattiva. Bisogna attrarre investimenti per chi vuole venire a Varese».

Una città da rigenerare con il nuovo Pgt. Galimberti: «Visione moderna per Varese»

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