CARTAGENA (SPA) Magro come se fosse pronto a prendere il via. Sorridente, disponibile per mille selfie e strette di mano. Alejandro Valverde è venuto al via dell’11a tappa della Vuelta. Da selezionatore della nazionale spagnola vuole parlare con i suoi corridori in vista del Mondiale (27 settembre) ed Europeo (4 ottobre). Poi Murcia, la sua città, è a una mezzoretta di auto.
Alessandro, cosa ci hai detto finora questa Vuelta?
“Buonasera a tutti, sono contento di essere qui, di vedere come vanno i corridori. Dopo la sfortuna che ha colpito Tadej è una Vuelta molto aperta con Enric Mas che sta dimostrando che sta nel migliore momento di forma della sua carriera”.
Tu hai corso tanti anni con Enric, come lo vedi adesso? Come ti sembra? Può davvero vincere la Vuelta?
“Lo vedo molto motivato, molto fiducioso in sé stesso e nella squadra. sì, credo possa vincerla. Però è chiaro che manca ancora tanto e saranno giornate dure”.
C’è una tappa che più di altre può segnare la classifica?
“Hombre, a tappa 20, la tappa di Granada: sarà una giornata molto molto difficile, durissima, dove può succedere qualsiasi cosa”.
E la crono?
“Per la crono il massimo preferito è Roglic. Lui potrebbe fare ombra a Enric. Anche se ha perso qualcosa Roglic ha le gambe per rimontare”.
L’ultima cosa, sei passato dalla bicicletta a essere selezionatore commissar
“Mi sento bene e la verità è che la mia vita ha cambiato poco, perché continuo a allenarmi tutte le mattine come prima”.
E mangiando poco
“No, mi alleno per poter mangiare, non per essere forte, ma per poter mangiare. Ora, quando si avvicina al Mondiale, sono un po’ più attento. O meglio, tutto l’anno sono attento, gardo le gare, ma ora sono un po’ più attento a tutti. E la verità è che sono contento, con molta felicità e vivendo il ciclismo in un’altra maniera”.
