Autunno a Corte delle Dolomiti, nel Cadore

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L’autunno a Corte delle Dolomiti a Borca di Cadore (BL), l’ex Villaggio Eni voluto da Enrico Mattei e realizzato dall’architetto Edoardo Gellner alla fine degli anni ’50, è il tempo in cui le montagne rallentano il proprio ritmo, i grandi flussi turistici lasciano spazio a una dimensione più intima e autentica e la natura mette in scena uno degli spettacoli più affascinanti dell’anno. I boschi che circondano il complesso di Corte delle Dolomiti con l’Hotel Boite, Corte Spa, il Residence Corte, la Chiesa Nostra Signora del Cadore, il campeggio con le sue capanne colorate, si accendono progressivamente di giallo, arancione, rame e rosso, i larici diventano protagonisti assoluti dei versanti, le faggete e i boschi misti cambiano volto ogni giorno e la luce radente dell’autunno disegna con maggiore intensità i profili del Pelmo e dell’Antelao, le imponenti montagne che sovrastano l’ex villaggio Eni. I sentieri si trasformano in percorsi cromatici, le foglie cadute disegnano tappeti naturali e ogni camminata diventa un’occasione per osservare la montagna con uno sguardo nuovo. È il momento ideale per percorrere senza fretta i boschi attorno a Borca di Cadore, per fermarsi a contemplare i grandi massicci dolomitici che si stagliano sopra la valle o semplicemente per concedersi il piacere di respirare l’aria fresca delle giornate autunnali, quando il cielo può essere incredibilmente limpido e i panorami sembrano ancora più nitidi. 

IL FOLIAGE

È la stagione del foliage, certamente, ma anche quella del folclore, dei sapori della terra e delle feste di paese. Trascorrendo una vacanza in autunno a Corte delle Dolomiti, si può passare in pochi giorni dal silenzio di un bosco alla vivacità di una sagra. Ottobre, infatti, è il mese in cui il Cadore rinnova alcune delle sue tradizioni più sentite, offrendo ai visitatori l’occasione di entrare in contatto con l’anima più autentica delle comunità di montagna. A Borca di Cadore, nella giornata di mercoledì 28 ottobre (fino alle 22.00) si svolgerà la Festa di San Simone, una ricorrenza legata alla celebrazione del santo patrono e profondamente radicata nella vita della comunità locale. La Festa di San Simone rappresenta un momento in cui il paese ritrova le proprie tradizioni e il senso della convivialità, trasformando questo momento in un’occasione di incontro aperta anche agli ospiti che desiderano conoscere il territorio attraverso le sue manifestazioni più genuine. 

Qualche giorno prima, da venerdì 16 a domenica 18 ottobre, un’altra tradizione porta l’autunno in tavola a pochi chilometri da Corte delle Dolomiti: è la Sagra del Cavolo Cappuccio di Vinigo, frazione di Vodo di Cadore, un appuntamento dedicato a un prodotto che è diventato nel tempo uno dei simboli di questo piccolo borgo dolomitico. Vinigo è, infatti, conosciuta proprio per la coltivazione del cavolo cappuccio e la sagra trasforma questo prodotto apparentemente semplice in protagonista di un’esperienza che unisce gastronomia, agricoltura, cultura e vita di comunità. Le edizioni precedenti hanno proposto punti di ristoro, musica dal vivo, visite guidate, animazione, laboratori e una mostra-mercato dedicata ai prodotti agricoli e artigianali bellunesi. 

DINOSAURI NELLE DOLOMITI

(foto Paolo Mietto)

A Corte delle Dolomiti l’autunno può diventare un’esperienza unica, fatta di passeggiate tra i colori della natura, incontri con le tradizioni del Cadore e persino viaggi indietro di oltre 200 milioni di anni, quando il paesaggio che oggi conosciamo come Dolomiti era popolato da creature preistoriche in ambienti completamente diversi da quelli attuali. Il 10 e l’11 ottobre, infatti, l’Hotel Boite diventerà il punto di partenza per un affascinante viaggio nella preistoria con “Dinosauri nelle Dolomiti”, un intero weekend dedicato alle creature che abitarono questi luoghi centinaia di milioni di anni fa. Un appuntamento che permetterà di guardare alle Dolomiti da una prospettiva completamente diversa, ricordando che queste montagne non sono soltanto uno straordinario paesaggio contemporaneo, ma custodiscono nelle loro rocce le tracce di una storia antichissima. Le impronte, i fossili e le caratteristiche geologiche del territorio raccontano un passato in cui il paesaggio era profondamente diverso da quello che oggi ammiriamo, e proprio le rocce delle Dolomiti hanno conservato indizi preziosi sulla presenza di antichi animali. Le loro impronte rappresentano una fonte fondamentale per comprendere non soltanto l’esistenza di questi animali, ma anche gli ambienti nei quali vivevano e i loro spostamenti, e le Dolomiti sono particolarmente ricche di queste testimonianze. Del resto, una delle più belle sorprese offerte dalla storia dei dinosauri è proprio la possibilità di cambiare prospettiva sul presente. I dinosauri non sono, infatti, soltanto un ricordo confinato in un passato irrimediabilmente perduto: gli uccelli sono considerati gli unici dinosauri sopravvissuti alla grande estinzione avvenuta 66 milioni di anni fa, una curiosità che permette di guardare con occhi diversi anche gli animali che popolano oggi i cieli e i boschi delle montagne.

Al centro dell’iniziativa ci sarà Fabio Manucci, ricercatore e paleoartista, tra gli autori del primo libro dedicato alle creature che vissero dove oggi sorgono le Dolomiti. L’incontro con Manucci di sabato 10 ottobre alle ore 21.00 presso l’Hotel Boite, aperto al pubblico e gratuito, sarà un’occasione per approfondire una storia lunga circa 230 milioni di anni e per comprendere come la paleontologia possa aiutarci a leggere il paesaggio contemporaneo. I dinosauri, del resto, hanno un fascino che attraversa le generazioni e continuano a essere capaci di accendere la curiosità di adulti e bambini, soprattutto quando la loro storia smette di appartenere soltanto ai grandi musei o all’immaginario cinematografico e diventa improvvisamente concreta, legata alle montagne che si stanno osservando dalla finestra. 

La domenica mattina, 11 ottobre, l’esperienza proseguirà con un’escursione guidata alle impronte di dinosauro del Pelmetto, con la presenza di guide e paleontologi. Un’occasione straordinaria per camminare letteralmente nella storia, raggiungendo uno dei luoghi più significativi per la paleontologia italiana. Fu infatti il naturalista Vittorino Cazzetta, originario di Selva di Cadore, a imbattersi negli anni Ottanta in quelle che sembravano impronte di animali terrestri alle pendici del Monte Pelmetto. Quella scoperta avrebbe cambiato profondamente la conoscenza della presenza dei dinosauri nel nostro Paese: le impronte vennero riconosciute come autentiche tracce di dinosauro e le rocce che le custodiscono si sono formate tra 228 e 204 milioni di anni fa, quando vaste aree erano caratterizzate da ambienti lagunari e fangosi attraversati da animali erbivori e carnivori. 

 

L’escursione, su prenotazione obbligatoria, partirà dall’Hotel Boite con mezzi propri (alle ore 7.30) oppure dal punto di ritrovo presso il Rifugio Staulanza (alle ore 8.45) e comprenderà il pranzo al sacco. Il costo è di 25 euro a persona e di 15 euro per i bambini fino agli 11 anni compresi, purché accompagnati da un adulto. 

“Dinosauri nelle Dolomiti” non sarà soltanto un’escursione: per chi desidera vivere il weekend in modo ancora più completo sono disponibili pacchetti con una o due notti di soggiorno presso l’Hotel Boite. Per chi soggiorna all’Hotel Boite il programma comprende anche un workshop dimostrativo dedicato al lavoro del paleoartista, per scoprire come, partendo dai fossili e dalle conoscenze scientifiche, sia possibile ricostruire l’aspetto degli animali e degli ambienti preistorici. È un incontro particolarmente suggestivo tra scienza e immaginazione, tra ciò che le rocce hanno conservato e la capacità contemporanea di dare nuovamente forma a mondi scomparsi. 

Il pacchetto di una notte, proposto a 210 euro in camera doppia, comprende una dimostrazione di illustrazione paleontologica con Fabio Manucci alle ore 18.00, la cena, l’incontro sui Dinosauri nelle Dolomiti con Fabio Manucci alle ore 21.00, il pernottamento, la colazione e l’escursione guidata della domenica con pranzo al sacco. 

Per chi desidera prolungare l’esperienza, il pacchetto di due notti, a 390 euro in camera doppia, comprende, oltre a quanto previsto per il sabato, la cena della domenica, il pernottamento e, soprattutto, la proiezione serale (ore 21.00) di un grande classico della storia del cinema: “Jurassic Park” di Steven Spielberg. Guardare il celebre film del 1993 dopo aver trascorso una giornata alla scoperta delle autentiche impronte fossili delle Dolomiti rappresenterà certamente un modo originale e coinvolgente per concludere il weekend, lasciandosi accompagnare ancora una volta dall’immaginazione verso un passato remotissimo. 

Info: cortedelledolomitiresort.it

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