Vuelta, le pagelle: Mas da 10, Brennan si merita 9, Roglic e Landa 8. Italia da 5

Vuelta pagelle Mas Granada
Il podio della Vuelta. da sinistra: Roglic (2°), Mas (vincitore) e Gall (3°) (Sirotti)

GRANADA (SPA) Enric Mas ha vinto l’edizione numero 81 della Vuelta. Dodici anni dopo il trionfo di Alberto Contador la Spagna festeggia il nuovo eroe. Nell’ultima tappa a Granada, con il circuito finale neutralizzato a un giro dalla fine, successo del norvegese Tobias Halland Johannessen. Alle sue spalle, nel testa a testa finale, un brillante Alessandro Romele.

Romele, maglia azzurra, battuto da Johannessen a Granada (Sirotti)

Queste le pagelle della corsa spagnola.

Mas 10

A 31 anni, l’eterna promessa, si è scoperto campione e, dopo tre secondi posti e un quarto nella corsa spagnola –  quando la sua carriera sembrava avviata verso il declino ha ottenuto il successo. Certo, anche grazie al ritiro di Pogacar. Ma proprio contro lo sloveno, su El Bartolo, il maiorchino della Movistar aveva dimostrato di essere nella forma della vita. Il successo sulla’Alto de Aitana, il giorno dopo l’abbandono di Tadej, è stato la conferma.  Da quel momento mas non ha mai perso il controllo della corsa, non è mai andato in difficoltà. Ora la Movistar, che non vinceva la Vuelta da Quintana 2016, lo idolatra. Eppure a maggio, durante il deludente Giro, la squadra ( o meglio Eusebio Unzue, il grande capo si solito molto diplomatico) lo aveva attaccato pubblicamente in un’intervista al quotidiano spagnolo As. Mas aveva risposto per le rime dicendo che la sua scarsa condizione era dovuta ancora ai postumi dell’intervento chirurgico, nell’ottobre precedente, alla gamba sinistra.

Brennan 9

Non è il nuovo Cavendish. Difficile dire se sia più veloce, più esplosivo, ma non credo. Però rispetto a Cannonball tiene in salita. Anzi in alcune tappo di montagna è andato in fuga, inseguendo chi scattava e rilanciando. Ventuno anni appena compiuti, alla prima grande corsa a tappe vince la prima tappa in linea. Alla fine in totale saranno cinque, come nessuno nella storia.

Roglic 8

E’ arrivato alla Vuelta con un problema fisico dovuto a un incidente mentre si allenava a Livigno che gli ha rovinato la preparazione.Ha 36 anni, non ha più la forza dei giorni migliori, ma ha sempre corso con intelligenza. Con il secondo posto dopo i quattro trionfi e un terzo lo pone esattamente sullo stesso livello di un mito spagnolo, Roberto Heras.

Omrzel 8

Il trionfo a Calar Alto è qualcosa di eccezionale, ieri salendo verso l’Alguacil è andato in difficoltà. Chiude 7° nella generale. Per molti è già il nuovo fenomeno del ciclismo, il nuovo Pogacar. Piano, aspettiamo. Però ha 20 anni, averne di corridori così.

Van Aert 8

Due vittorie di tappa, perfetto ultimo uomo di Brennan, mille fughe, mille battaglie. Il più combattivo di tutta la Vuelta. Per il risultato e per mettere a punto la condizione in vista del Mondiale in programma domenica 27 in Canada. E dove il suo più grande rivale sarà un compagno di squadra, Remco Evenepoel.

Landa 8

Ma cosa vuoi dire a un corridore così? Scalatore puro, vecchio stile, 37 anni a dicembre. Va in salita a mani basse in piedi sui pedali. A causa di mille cadute, il suo corpo con tutte quelle fratture, sembra un trattato per specializzandi in ortopedia. Gli ultimi botti? Frattura di alcune vertebre al Giro dello scorso anno, frattura del bacino all’Itzulia, aprile scorso. Eppure nella tappa regina, ieri sulla’Alguacil, trova il trionfo della vita. Aupa Mikel.

Gall 7

Mai davvero brillante, però dopo il secondo posto al Giro questo terzo ha un grande valore. Però lui e la Decathlon corrono male, molto male. In molte tappe hanno fatto la corsa poi si sono visti gli altri volare via.

Carapaz 6

Sufficienza per la combattività, ma non ha la condizione del Tour. Era venuto con l’intento di fare classifica, e con la piazza d’onore ottenuta a San Sebstian. Finisce quarto senza neppure una vittoria di tappa.

Onley 5

Il 4° posto al Tour 2025 lasciava intendere che questo ragazzo di quasi 24 anni potesse essere un crac. Il posto d’onore ad Aitana sembrava un segnale positivo. Il 6° posto finale è un passo indietro.

Skjelmose 5

Doveva fare fuoco e fiamme ma arriva con le pile scariche dal 6° posto al Tour. Fare doppietta con obiettivo classifica non è da tutti. Chiude 13° senza essersi fatto vedere.

Pedersen-Groves 4

Pare che ci fossero anche loro. Nessuno se ne è accorto, non hanno lasciato traccia.

Italia 5

Sarebbe da 0, come le vittorie di tappa. Ma del resto il livello del ciclismo italiano è questo. L’unico ad andare benino, a farsi vedere e a portare a casa qualche piazzamento, tra cui due grandi secondi posti, Romele (7).

Le classifiche

Guarda qui l’ordine d’arrivo e tutte le classifiche finali della Vuelta. 

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