VARESE – Il tradizionale Settenario dell’Addolorata si è concluso in Basilica oggi – martedì 15 settembre – con la solenne celebrazione eucaristica alla presenza di tutti i sacerdoti del decanato. In occasione del momento centrale di preghiera e riflessione per la città è stato annunciato l’avvio del restauro della facciata di San Vittore.
Anno di Grazia
L’appuntamento che quest’anno ha segnato anche l’inizio di un importante cammino spirituale e storico: il prevosto monsignor Gabriele Gioia ha infatti annunciato che nel 2028 Varese vivrà uno speciale Anno di Grazia per celebrare il 350esimo anniversario dell’apparizione delle tre stelle sopra il simulacro della Beata Vergine Addolorata, avvenuta durante la solenne processione del 30 maggio 1678. In quell’occasione, mentre il corteo guidato dal prevosto Carlo Rancati accompagnava la cinquecentesca “Madonna del Coro” tra migliaia di fedeli, apparvero in cielo tre stelle straordinariamente luminose a scortare la Vergine. Il prodigioso evento convinse il clero a non trasferire la statua altrove e a custodirla per sempre all’interno della Basilica di San Vittore, dove tuttora è venerata nella navata destra.
Restauro della facciata
In vista dell’evento monsignor Gioia ha inoltre annunciato l’avvio dei lavori di restauro della facciata della Basilica di San Vittore, un intervento dal forte valore simbolico legato a un altro storico prodigio. Il 28 luglio 1670, quando un rovinoso fulmine cadde nel coro della chiesa durante la preghiera, sia i canonici sia il celebrante rimasero miracolosamente illesi grazie alla protezione dell’Addolorata. Proprio nel segno di quella storica gratitudine e dell’affidamento dei Canonici della Basilica, i cantieri alla facciata prenderanno il via nei prossimi mesi e si concluderanno in tempo per le celebrazioni del 2028. «I segni delle tre stelle e dello scampato pericolo dal fulmine appartengono alla memoria più cara e storica della nostra città», ha sottolineato monsignor Gioia.
Le iniziative verso il 2028
«Riscoprire oggi questa profonda devozione significa ritrovare le radici della nostra fede e riscoprire il coraggio dell’affidamento – ha aggiunto – il restauro della facciata della Basilica non sarà solo un’opera architettonica, ma il segno visibile di una comunità che si rinnova e si prepara ad accogliere i doni di questo speciale anno». Nei prossimi mesi la Comunità Pastorale renderà noto il programma delle iniziative religiose e culturali che accompagneranno i fedeli lungo il percorso di avvicinamento al 2028.
Varese celebra la sua co-patrona: il programma del Settenario dell’Addolorata
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