NOVARA – Un passo molto importante per il futuro della sanità novarese e piemontese. La Giunta regionale del Piemonte, su proposta dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi, ha approvato la delibera che attesta la piena coerenza e compatibilità della candidatura dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara a IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico). Il settore strategico prescelto è quello di Ematologia e Immunologia, con un’attenzione mirata alla medicina di precisione e alle terapie avanzate.
Ora la palla passa a Roma: il dossier completo verrà inviato ufficialmente al Ministero della Salute per l’avvio dell’iter governativo di riconoscimento.
Un hub d’eccellenza tra clinica e ricerca avanzata
La scelta di Novara non parte da zero. Il “Maggiore della Carità” rappresenta già da tempo un polo di riferimento regionale per i pazienti affetti da patologie ematologiche e immunologiche complesse.
La candidatura poggia su un’integrazione ormai consolidata con l’Università del Piemonte Orientale (UPO), forte del CAAD (Centro di Ricerca Traslazionale sulle Malattie Autoimmuni e Allergiche), oltre che su 14 Gruppi Interdisciplinari di Cura e 18 reparti a valenza immunologica.
L’obiettivo dell’operazione è chiaro: attrarre ricercatori, intercettare finanziamenti dedicati e portare più rapidamente al letto del paziente i risultati della ricerca scientifica.
Cirio e Riboldi: «Novara al centro della rete della ricerca»
Soddisfazione espressa dal governatore Alberto Cirio e dall’assessore Federico Riboldi: «Novara possiede tutte le caratteristiche cliniche e didattiche per centrare questo traguardo. Dopo il risultato ottenuto ad Alessandria, primo IRCCS pubblico piemontese per Cardiologia e Pneumologia, proseguiamo nella creazione di una vera e propria rete regionale della ricerca sanitaria».
I vertici della Regione hanno inoltre ribadito la centralità del capoluogo azzurro nell’asse assistenziale piemontese, collocando il nuovo percorso IRCCS in perfetta continuità con l’avvio dei lavori della futura Città della Salute, affidata al commissario Corsini. Il Piano Socio-Sanitario 2025-2030 individua complessivamente sette percorsi IRCCS in tutto il Piemonte, toccando tra gli altri l’OIRM-Sant’Anna, il CTO e il San Luigi di Orbassano.
Nastri: «Io tra i primi a crederci»
L’annuncio ha subito acceso il dibattito politico.
Il senatore di Fratelli d’Italia Gaetano Nastri, che aveva anticipato la notizia nelle ore precedenti, ha sottolineato il suo ruolo: «Sono stato tra i primi a credere fortemente in questo traguardo. Gli IRCCS non nascono dagli annunci, ma dalla capacità di trasformare una visione concreta in un progetto credibile sul piano tecnico».
Rossi: «Bene, ma la strada è lunga»
Di segno positivo, ma con una punta di polemica, il commento del consigliere regionale e segretario regionale del PD Domenico Rossi: «A dicembre avevo presentato un emendamento al Piano Socio-Sanitario per specificare proprio l’indirizzo in Ematologia e Immunologia, che nel testo originale della Regione era indistinto. Allora la maggioranza bocciò l’emendamento, ma oggi la Giunta sceglie esattamente la strada che avevamo tracciato».
Un passaggio che riporta alla memoria anche l’intreccio politico che coinvolse l’aula del Consiglio comunale di Novara, quando il centrodestra approvò una mozione presentata dall’allora capogruppo di FdI Michele Ragno e del tutto analoga a quella di Rossi bocciata a Torino.
«Monitoreremo comunque la situazione – conclude il segretario dem – perchè questo è solo l’avvio di un processo e i tempi sono lunghi e vanno seguiti con attenzione»
