BUSTO ARSIZIO – Si è tenuto nel weekend a Chantilly, vicino a Parigi, il primo grande tributo internazionale a Ercole Spada: in passerella i capolavori del designer bustocco di automobili scomparso la scorsa estate all’età di 88 anni. Presente il figlio Paolo, che ha ritirato alcuni premi in onore del papà, noto in tutto il mondo come “Mr. Codatronca” per una delle sue più brillanti intuizioni.
L’evento
Domenica 13 settembre, nella cornice del meraviglioso Château de Chantilly, alle porte di Parigi, la settima edizione di Chantilly Arts & Élégance Richard Mille ha riunito alcune delle più importanti automobili storiche e concept del mondo, portando sotto i riflettori anche una straordinaria selezione di vetture firmate dal car designer bustocco Ercole Spada. Alla prestigiosa manifestazione, organizzata da Peter Auto con il supporto del brand Richard Mille, sono infatti arrivate da mezza Europa numerose automobili disegnate da Spada: dalla Alfa Romeo TZ1 alla TZ2, dalla Alfa Romeo 2600 Zagato alla Junior Zagato, dalla Lancia Flaminia Sport Zagato alla Fulvia Sport Zagato, fino all’Alfa Romeo SZ Coda Tronca e alla Lancia Flavia Sport Zagato. Presenti anche la Rover 2000 TCZ Zagato e la Ferrari FZ93, esemplare unico al mondo. Un tributo particolarmente significativo perché, per la prima volta dopo la morte di Spada, una rassegna di questo livello ha riunito e celebrato in maniera così ampia il lavoro di uno dei più importanti designer automobilistici italiani del Novecento.
Tripudio di auto “firmate” Spada
A Chantilly era presente anche Paolo Spada, figlio di Ercole e suo erede anche professionalmente, che ha ritirato alcuni dei premi assegnati durante la manifestazione. Un riconoscimento che assume un significato particolare per una famiglia che ha visto il talento di Spada diventare parte della storia dell’automobile. E tra le vetture protagoniste dell’appuntamento francese ce n’erano anche due molto meno conosciute, alle quali Spada era particolarmente legato: la Bikini, esemplare unico al mondo, e la Fiat 500 Zagato Zanzara, realizzata in soli due esemplari. Erano, come racconta la famiglia, due delle sue «creature» meno famose, ma alle quali il designer era affezionatissimo e che guidava personalmente in occasione di alcune sfilate di auto d’epoca.
La Zanzara e la Bikini
La storia della Zanzara è inoltre profondamente legata a Busto Arsizio. Una delle due vetture, quella oggi conosciuta anche per la sua targa di Varese, ha vissuto per molti anni in città prima di essere trasferita in Germania e successivamente riportata in Italia, a Torino. Il progetto della Zanzara nasce nel 1965 da un’idea dell’ingegner Vincenzo Piatti, che, con il patrocinio di Quattroruote, voleva dimostrare la possibilità di realizzare un veicolo per il tempo libero economico e semplice. La base meccanica era quella della Fiat 500 Giardinetta, mentre sospensioni e ruote provenivano dalla BMC Mini. Spada sviluppò il progetto direttamente a casa, arrivando a modellare la vettura sul tavolo della cucina. L’idea era quella di creare una sorta di “spiaggina” destinata anche ai noleggiatori delle località balneari. Il tentativo di avviare una produzione destinata in particolare alle città marittime della Sardegna, però, non ebbe seguito e la Zanzara rimase un progetto rarissimo, oggi limitato ai due esemplari conosciuti.
Ancora più particolare la vicenda della Bikini, costruita manualmente dallo stesso Spada e rimasta un esemplare unico. Come la Zanzara, rappresentava una parte più intima e sperimentale della sua attività, lontana dai modelli che lo hanno consegnato alla storia dell’automobile.
Orgoglio di famiglia
Il riconoscimento arrivato dalla Francia aggiunge dunque un nuovo capitolo alla storia di Ercole Spada e, soprattutto, porta in una delle vetrine più prestigiose dell’automobilismo internazionale un patrimonio creativo nato anche a Busto Arsizio. «È il primo evento che regala a Ercole il giusto tributo – sottolinea il nipote Francesco Attolini, consigliere comunale a Busto – non si sa quanti ne seguiranno in futuro, di questa portata, ma di sicuro sentiremo ancora parlare di questi capolavori e del nostro grande car designer bustocco».
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