Omicidio Caliandro a Gemonio: 22 testimoni in calendario. Il killer è libero

VARESE – È cominciato oggi, venerdì 18 settembre, in Corte d’assise a Varese, presieduta da Panasiti, con Brusa a latere e sei giudici popolari, il processo per l’omicidio aggravato di Giuseppina Caliandro, la 41enne uccisa a Gemonio, in via Garibaldi, nei primi giorni di luglio del 2023. Omicidio Caliandro, i familiari: “Lei è morta, lui è libero”  Secondo la ricostruzione accusatoria, la donna fu travolta da un’auto appena scesa dalla propria vettura, schiacciata contro il muro di casa. Dopo l’investimento, il conducente si sarebbe dato alla fuga, prima fuori provincia e poi in Albania.

L’imputato

A processo, in contumacia, c’è Dionis Nikolli, 29 anni, attualmente latitante in Albania. È difeso d’ufficio dall’avvocata del foro di Varese Ivana Mombelli, che non ha indicato propri testimoni. Sono invece 22 i testimoni citati dalla pubblica accusa, sostenuta dalla pm Marialina Contaldo. In aula è presente anche l’avvocato Fabio Bascialla, che rappresenta i familiari della vittima, costituiti come parti offese.

I familiari

Fin dai primi giorni dopo la tragedia, i familiari di Giuseppina hanno parlato di una profonda ingiustizia: da un lato la morte della 41enne, dall’altro il fatto che chi è accusato di averla provocata sia ancora libero e lontano dall’Italia. Una posizione espressa con dolore già all’indomani dei fatti: “È un’ingiustizia che lei sia morta e lui sia libero”, il senso delle parole pronunciate dai familiari, che da subito hanno chiesto che venisse fatta piena luce sulla vicenda.

Le indagini

Il caso aveva suscitato grande clamore, anche sulla stampa nazionale. Nelle prime ore dopo l’investimento, l’ipotesi investigativa era quella di un pirata della strada. Con il passare delle ore, però, sulla base delle testimonianze raccolte e degli elementi emersi nelle indagini, si è consolidata la diversa ipotesi di un omicidio doloso. Le ricerche del presunto responsabile non hanno però portato al suo arresto. Gli investigatori avevano rivolto appelli e richieste di collaborazione a chiunque potesse fornire elementi utili a individuarlo. Nikolli, secondo quanto emerso, si trova oggi in Albania.

La prossima udienza

La prossima udienza è fissata per il 9 ottobre. In quella data verrà conferito l’incarico a un perito per la trascrizione e la traduzione di alcuni messaggi inviati dal telefono dell’imputato e captati dagli investigatori. Al termine è prevista la calendarizzazione delle successive udienze.

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