Le Proposte per il fine settimana a Milano

a cura di Angela Bruno

Venerdì 18 settembre
Alla Fabbrica Eos la mostra fotografica “Sorridi” di Giovanni Sesia

Alla Fabbrica Eos, in viale Pasubio 8/a dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 18.30 con ingresso libero, si svolge “Sorridi”, la nuova mostra personale di Giovanni Sesia, a cura di Alberto Mattia Martini. La rassegna nasce da una ricerca che Sesia porta avanti da anni e che prende avvio dal recupero di fotografie anonime provenienti dagli archivi degli ex ospedali psichiatrici, da raccolte private, mercatini e fondi fotografici. Sono immagini di persone di cui spesso non conosciamo il nome, la storia o il destino. L’artista le considera non come semplici documenti del passato, ma come presenze rimaste sospese, frammenti di esistenze che chiedono ancora di essere guardate e ascoltate. La fotografia diventa un luogo della memoria, dove ciò che è stato conservato convive con ciò che il tempo ha cancellato. Anche le scritture che attraversano le opere partecipano a questo processo.

‘Quando sarò grande’, il tour di Bennato arriva al Mind Live Theatre
Al Mind Live Theatre, l’arena all’aperto dell’ex area Expo in piazza Italia alle 21, arriva Edoardo Bennato, uno dei grandi protagonisti della musica italiana, per una tappa del suo tour “Quando sarò grande”.  Il concerto ripercorre oltre quarant’anni di carriera, tra energia rock, ironia e brani che hanno fatto la storia. Cantautore tra i più originali del panorama musicale, Bennato è noto per il suo stile inconfondibile che unisce rock, blues e cantautorato, dando vita a un linguaggio diretto, irriverente e sempre attuale. Dai grandi classici come Il gatto e la volpe, L’isola che non c’è e Viva la mamma, fino ai brani più recenti, il live si trasforma in un viaggio coinvolgente tra musica e racconto. Un appuntamento imperdibile per il pubblico di tutte le età, capace di unire generazioni diverse sotto il segno della musica dal vivo. Il concerto è con posto a sedere numerato.

Sabato 19 settembre

‘Cobra verde’ di Werner Herzog alla Cineteca Arlecchino
Nell’ambito della rassegna intitolata “Sfide e incantesimi – Il cinema di Werner Herzog”, alle 19 viene proiettato alla Cineteca Arlecchino, in via San Pietro all’Orto 9, “Cobra verde”. La pellicola, del 1987, è liberamente ispirata a “Il vicerè di Ouidah” di Bruce Chatwin. E’ La storia di Francisco, ex contadino brasiliano che, macchiatosi di omicidio, diventa un avventuriero mercante di schiavi in Africa. Nominato viceré, la legge brasiliana che abolisce la schiavitù decreterà la sua rovina. Tra gli interpreti Klaus Kinski, King Ampaw, José Lewgoy, Salvatore Basile, Peter Berling. Herzog, nato a Monaco nel 1942, è cresciuto in una valle remota tra le montagne bavaresi. Fino a 11 anni non conosceva nemmeno l’esistenza del cinema. Ha iniziato a sviluppare progetti cinematografici dall’età di 15 anni. Ha fatto la sua prima telefonata a 17 anni e il suo primo film a 19.

Torna all’aspetto originario il Salone Dorato del Museo Poldi Pezzoli
Torna all’aspetto originario il Salone Dorato del Museo Poldi Pezzoli, in via Alessandro Manzoni 12. Il recupero dell’ambiente, realizzato nell’ambito del nuovo progetto italiano del World Monuments Fund, ha consentito di riportare nella sala due importanti arazzi fiamminghi seicenteschi e di riscoprire anche la grande arcata in marmo della finestra sul giardino, nascosta dal controsoffitto realizzato nel 1974. Curato dalla direttrice Alessandra Quarto e dall’architetto Piero Guicciardini, e sviluppato attraverso il confronto con la Soprintendenza, l’intervento si inserisce nel percorso di studio e valorizzazione degli ambienti e delle collezioni avviato nel 2023. Il progetto riparte dalla ricostruzione condotta da Fernanda Wittgens dopo i bombardamenti dell’agosto 1943, che distrussero gli allestimenti ottocenteschi. Per celebrare il recupero, dalle 10 alle 18, l’ingresso è gratuito.

Domenica 20 settembre

Laboratorio ‘Un fiume continuo’ per i bambini alla Triennale
Alle 15.30 alla Triennale, in viale Emilio Alemagna 6 al confine del Parco Sempione, si svolge il laboratorio intitolato “Un fiume continuo”. In questa iniziativa, ispirata alla mostra su Andrea Branzi, bambine e bambini sono invitati a costruire insieme un’installazione temporanea e in continua trasformazione. Cartoncini, sassi e legnetti diventano gli elementi di un paesaggio collettivo che cresce senza un centro né confini, ispirato alla città aperta teorizzata dall’architetto e designer Andrea Branzi. Partendo dall’interpretazione dell’architetto giapponese Toyo Ito, che descrive la mostra in corso alla Triennale appunto come un fiume che scorre, i partecipanti daranno forma a un’opera imprevedibile, sempre in movimento, proprio come un corso d’acqua che si espande e cambia direzione. Un’esperienza creativa per esplorare il design in modo intuitivo e giocoso.

proposte fine settimana milano – MALPENSA24
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