BUSTO ARSIZIO – Due in uno. La prima: «Sarò il candidato sindaco». La seconda: «Max Rogora? Solo fake news. Mi tutelerò nelle sedi competenti». L’ex assessore Salvatore Loschiavo scende ufficialmente in campo alla guida di Busto Rinasce, con l’obiettivo di prendersi Palazzo Gilardoni alle Amministrative della prossima primavera. E lo fa non solo presentando quei «quattro pilastri» che si trasformeranno nel suo programma elettorale. Ma anche con una stoccata al vetriolo rivolta al vannacciano Rogora, replicando alle recenti provocazioni sull’arrivo in città dei già molto discussi ciclobus.
Subito all’attacco
Loschiavo rompe il silenzio e si candida a sindaco. E mette le cose in chiaro sul caso ciclobus. Nei giorni scorsi, Max Rogora ha ironicamente invitato Loschiavo a fare la campagna elettorale sfruttando i nuovi bus a pedali, attribuendogli la paternità della scelta di acquistarli. E qui arriva subito l’affondo: «Lo ha fatto solo per ironia sulla mia candidatura, ma di divertente c’è poco: voleva soltanto colpire un avversario politico basandosi su delle fake news. E ho le prove». Ha detto: «Il bando nazionale Bici in comune è stato pubblicato dieci giorni dopo la cessazione della mia carica da assessore». Poi, ha aggiunto, «la piattaforma su cui i Comuni possono candidarsi è stata aperta oltre un mese dopo la mia defenestrazione». Infine, «la giunta ha approvato la candidatura al bando a gennaio 2025, tre mesi dopo la mia uscita». In sintesi: «Non ho preso parte alle decisioni sul progetto e quindi faccio fatica a non leggere il tentativo di squalificare politicamente la mia discesa in campo di ora. Sono affermazioni lesive e mi tutelerò nelle sedi competenti, sarà la magistratura a decidere da un punto vista penale».
I pilastri
Guerriglie a parte, la candidatura: «Nei prossimi giorni costruiremo un programma insieme ai cittadini, ai quali vogliamo restituire la centralità nella vita di Busto», ha detto Loschiavo. «Questa è una città dalle grandi potenzialità e deve ritrovare la giusta direzione». E ancora: «Manca una visione complessiva ed è lì che vogliamo lavorare». Di più: «Non prometto una città perfetta, con miracoli o effetti speciali. Ma lancio un messaggio più semplice e più serio: vogliamo amministrare con metodo, competenza, senso di responsabilità». Sono quattro, appunto, i pilastri su cui vuole costruire il proprio progetto Busto Rinasce: partecipazione, sicurezza, manutenzione, mobilità.
Al suo fianco, Alberto Baldissara ha raccontato il «nuovo percorso d’ascolto iniziato nei quartieri». Ha aggiunto: «Per far rinascere la città non servono grandi progetti e, soprattutto, grandi tagli dei nastri. Ma un immenso impegno, per fare tornare le persone a essere parte fondamentale del luogo in cui vivono».
Ciclobus, Rogora: «Voluti da Loschiavo. Li usi per la sua campagna elettorale»
