Beko, tra lacrime e sfiducia i dipendenti di Cassinetta non ci credono più

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Volti scuri e preoccupazione tra i dipendenti Beko in assemblea

BIANDRONNO – «Si sta creando questa situazione di scoramento da parte delle persone che iniziano a non crederci più». E ancora: «La preoccupazione è tanta». Fino ad arrivare a livelli di sconforto: «C’era anche qualche lavoratore in lacrime». I commenti dei rappresentanti sindacali al termine dell’assemblea con i lavoratori (qui sotto il video con le voci) ben descrivono la situazione di sfiducia nel futuro da parte dei dipendenti di Beko dopo il tavolo di settimana scorsa a Roma. 

Assemblee in sciopero

Per fare il punto con i lavoratori di Cassinetta dopo l’incontro al Mimit si sono svolte oggi, lunedì 12 ottobre, le assemblee in sciopero: al termine di quella del mattino gli operai sono usciti dallo stabilimento per un presidio in portineria. «I volumi non arrivano – sottolinea Tiziano Franceschetti, rsu Fim Cisl – l’uso della cassa integrazione è altissimo, ci sono fabbriche che lavorano al 50% e sugli investimenti siamo molto lontani dagli obiettivi, quindi è stato di fatto disatteso il Piano Italia almeno fino a questo momento». I sindacati attendono il prossimo appuntamento al Ministero previsto tra fine ottobre e inizio novembre. «In questo nuovo meeting speriamo di fare chiarezza sul futuro di Cassinetta perché siamo fortemente preoccupati». Lo sottolinea anche Luciano Frontera, rsu Fiom Cgil.  «L’assemblea è stato molto partecipata, ci sono stati degli interventi accorati che esprimono tutta la preoccupazione che si vive oggi nel sito di Cassinetta per le mancate risposte su investimenti e volumi da parte dall’azienda».

I numeri

A preoccupare i sindacati sono i volumi: per i forni si chiuderà l’anno con 250mila pezzi, rispetto al budget previsto inizialmente di 344mila, con una diminuzione di quasi il 30%. Fabio Dell’Angelo, segretario provinciale Uilm, è intervenuto sulle intenzioni dell’azienda. «Il pericolo era quello che l’acquisizione da parte di Beko del business europeo di Whirlpool fosse legato a un piano commerciale più che industriale. Inizialmente dopo aver sottoscritto il 14 aprile 2025 l’accordo ministeriale che assegnava a tutte le fabbriche una missione produttiva tranne Siena e poi anche con gli investimenti che erano stati dichiarati dall’azienda pensavamo che effettivamente magari non fosse solamente un’operazione commerciale. Adesso si sta rivelando proprio per quello che è. Noi vorremmo essere smentiti dall’azienda. Io non penso che siamo su un piano di illazioni, ma i fatti parlano chiaro». 

I piani per Cassinetta

«La proprietà turca deve spiegare che cosa vuole fare realmente – continua Dell’Angelo – perché noi non possiamo accettare che si perda il 30% delle vendite dei volumi produttivi sapendo che per quanto riguarda gli altri player invece soprattutto per il 2026 c’è un segno tendenzialmente di un aumento piccolo, un margine piccolo ma di aumento di quella che è la produzione. Quindi è una scelta precisa, le vendite stanno andando male, bisogna capire se è un’incapacità dell’azienda di vendere i prodotti prodotti a Cassinetta o se è una volontà precisa di privilegiare altri prodotti Beko rispetto a quelli che vengono prodotti qua a Cassinetta. Su questo saremo fermi e chiederemo conto all’azienda». 

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