Gallarate, scontro Comune-Azalee per il campo da calcio. La politica sullo sfondo

Gallarate azalee calcio femminile

GALLARATE – Ieri mattina, 15 ottobre, il calcio femminile delle Azalee ha restituito le chiavi del campo di calcio di via Pradisera (quello retrostante le tribune dello stadio Atleti Azzurri d’Italia). Non avendo partecipato quest’estate al bando per la gestione della struttura, ha perso il diritto di utilizzare l’area che per mezzo secolo è stata il punto di riferimento del calcio femminile in città. 

Lo scontro 

Una scelta volontaria? No i vertici della società vivono la questione come una vera e propria estromissione. Nel bando, il Comune chiedeva infatti ai gestori di farsi carico della costruzione della pedana dei lanci dell’atletica, un investimento da circa 30mila euro per completare l’offerta sportiva dello stadio adiacente che, con il manto in sintetico, non può più ospitare i lanci del peso e del giavellotto. Le Azalee l’hanno ritenuta una richiesta inaccettabile e per questo prima non hanno partecipato alla gara e poi sono passati all’attacco dell’amministrazione comunale. «Chiusura scorretta», hanno scritto sui social. «Consegnate le chiavi del campo Azalee, procedura scorretta per una società che dal 1980 ha fatto conoscere Gallarate in tutta Italia con il calcio femminile».
Immediata è stata la replica del sindaco Andrea Cassani, rendendo noto peraltro che negli anni c’erano stati degli avvicendamenti societari ignoti alla proprietà dell’area e che erano stati anche accumulati debiti nei confronti dell’ente. Scrive infatti: «Simpatico post di disinformazione, innanzitutto di quali Azalee stiamo parlando? Della società che era assegnataria del campo, con Presidente Tomaselli che poi “cedette” la società ad altri soci che poi divennero gli intestatari delle stessa o della “nuova società” Azalee 1980 con Presidente Tomaselli con nome e codice fiscale nuovo? La “nuova società” che continuò a giocare sul campo evidentemente con un accordo con la vecchia società ma mai comunicato ufficialmente al Comune? La società che ha un debito nei confronti del Comune?». E ancora: «Nei mesi scorsi c’è stata un bando per assegnare quell’area, e nessuna società ha partecipato. Nè le “vecchie” Azalee, nè le “nuove”. Quindi evidentemente nessuno aveva interesse. C’era forse chi pensava di avere l’area a disposizione gratuitamente senza nemmeno farsi carico dei debiti pregressi e delle migliorie? Il sottoscritto non ha mandato via nessuno, le concessioni sono scadute e nessuno ha presentato proposte per avere di nuovo l’area. Il sottoscritto è garante dell’Ente e fa rispettare accordi, convenzioni e chiede che i debiti nei confronti del Comune vengano pagati. Questo è».

Le ripercussioni politiche 

Di contro, Tomaselli replica: «Il Comune da anni ci manda la Tari: allora quando c’è da pagare le tasse ci riconosce?». E sul debito: «Abbiamo chiesto le pezze giustificative da due anni. Nessuno ci dice qual è questo debito, noi siamo pronti a pagarlo domani mattina, ma prima vogliamo chiarezza».
Ma possibile che un investimento da 30 mila euro, a fronte di una concessione che potrebbe avere durata ventennale o anche più, abbia creato questa situazione? Possibile, osservano le famiglie delle ormai poche squadre rimaste in via Pradisera (attualmente gioca solo la seconda categoria maschile e due giovanili femminili), che non ci si possa sedere attorno al tavolo alla ricerca di una soluzione? Oltretutto non dovrebbe essere difficile aprire un dialogo, visto che l’attuale vicesindaco è Belinda Simeoni (Forza Italia), figlia di Aldo, da sempre l’anima del calcio femminile di via Pradisera e ancora componente del direttivo. Ecco perché la questione è anche politica, con Forza Italia alla ricerca (finora vana) di appoggi tra gli alleati di Fratelli d’Italia per provare a cambiare la linea intransigente del sindaco leghista, ben spiegata nel suo lungo post di ieri sui social. Insomma, non è più soltanto una questione amministrativa. Perché sta creando forte tensione nel centrodestra al governo della città.

Tutti sul nuovo campo sintetico dello stadio di Gallarate. Il primo calcio con Marco Parolo 

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