CAIRATE – L’Hydrogen Valley non è solo applausi, tagli del nastro e futuro green. Anzi, c’è chi il futuro green non riesce proprio a vederlo: «Ma dai, è un controsenso definire un simile scempio in questo modo». Lo dice Checco Lattuada, noto esponente della destra bustocca. Che, nel suo stile, si tuffa di testa in una sfida aperta contro la Expand, l’azienda che sta sta portando avanti il maxi progetto di Cairate. E non è solo una questione di punti di vista. Ma è soprattutto privata: da residente, infatti, sta pagando le conseguenze dell’opera. E ora chiede provvedimenti: «Mi hanno tagliato almeno 4mila metri quadrati di bosco. Denuncio l’impresa».
«Denuncio Expand»
Soltanto una settimana fa c’è stato il primo grande evento di inaugurazione dell’Hydrogen Valley. Stand, personalità del territorio e istituzioni di tutti i livelli hanno preso parte al taglio del nastro. Ed è qui che si infila Lattuada (nella foto a sinistra): «Sappiamo che sono anche intervenuti i carabinieri forestali, che hanno già denunciato per il taglio non autorizzato dei boschi». E sembra saperne qualcosa in prima persona. «Anche noi, da privati, stiamo cominciando a muoverci per vie legali». Sì, perché «è stata un’invasione di campo, mi hanno tagliato diverse migliaia di metri quadrati di bosco senza che ne sapessimo niente: uno stupro della nostra proprietà, nostra da vent’anni e che nel tempo abbiamo creato e sistemato con le nostre forze. Ci siamo rimasti proprio male».
«Scelta esecrabile e miope»
E poi, in generale, è un progetto che Lattuada non vede di buon occhio: «La valle è stata rovinata. Non ha avuto senso realizzare un impianto a un livello così basso, sotto il ponte. Poi è una valle che ha già dato molto e i ruderi abbandonati stavano ormai scomparendo in mezzo alla natura. Penso che fosse meglio lasciare tutto com’era». In sintesi, «è una scelta esecrabile e miope».

Cairate entra da protagonista nel futuro. Inizia l’era dell’Hydrogen Valley
