Valori e inquietudini d’Occidente, a Gallarate l’analisi di Venanzio Postiglione

GALLARATE – Per la prima volta Filosofarti in accordo con la Fondazione Comunitaria del Varesotto, main sponsor del progetto, avvia sin dal mese di ottobre gli incontri di avvicinamento al festival, patrocinato anche da Provincia e da Camera di Commercio di Varese, che si terrà dalla seconda decade di febbraio alla seconda decade di marzo 2027 sul tema “Occidente, valori e inquietudini”.
Si comincia con un ospite d’eccezione, ovvero il vicedirettore del Corriere della Sera, Venanzio Postiglione, che domani, sabato 17 ottobre, alla Sala Arazzi del Museo Maga di Gallarate in via De Magri presenterà alle 18 il suo volume: “Le dieci parole tradite – Come abbiamo smarrito le radici della nostra civiltà: dalla democrazia al talento”.
L’incontro vede la stretta collaborazione con l’assessorato alla Cultura di Gallarate, guidato da Claudia Mazzetti, che ha accolto l’iniziativa nell’ambito di Duemilalibri per il quale si configura pure come anticipazione, ed è onorato di ospitare il saluto di Francesca Caruso, assessore alla Cultura di Regione Lombardia.

Fase di crisi e nuove opportunità di consapevolezza

Quello di Postiglione è il saggio che ispira tutta la rassegna di Filosofarti, che intende infatti analizzare come e quanto alcune parole-concetto che sono alla radice della civiltà occidentale siano oggi vuote, in crisi e nel contempo in evoluzione.
Felicità, Fraternità, Pace, Misura, Democrazia, Parità, Pianeta, Verità, Libertà, e Talento sono infatti i dieci concetti sui quali si basa l’Occidente, sia a livello planetario sia nelle nostre comunità provinciali. Ma molte di queste parole sono diventate obsolete o dimenticate, da qui la necessità di recuperarne il valore o di rifondarle.
Il vicedirettore del Corriere della Sera con questo saggio ha voluto fare il punto su queste parole chiave facendone una analisi etimologica, filosofica e sociologica per mettere in luce quella che è una fase di crisi che, come tale, se segna una perdita pure offre nuove opportunità di consapevolezza del presente. La città e gli affezionati del festival sono pertanto invitati a un dialogo che tocca non solo temi planetari e geopolitici ma anche la vita di tutti i giorni, in un contesto sollecitato a cercare risposte e formulare nuove visioni di futuro.

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