VARESE – «È arrivata l’ora di condividere tutto ciò che è musica e tutto ciò che è lettura»: sono queste le parole d’ordine di Mario Visco, giornalista di Varese (qui sopra in una foto di Mario Leutner) dedito fin dall’adolescenza alla scrittura in entrambe le forme, ultimamente impegnato nella semifinale del concorso Tour Music Fest. L’ultima estate ha visto non solo l’uscita di “Un viaggio”, libro da lui firmato, ma anche la sua premiazione come migliore autore di testi agli InterContinental Music Awards.
Il “vizio” della penna e del taccuino
«Si tratta di eventi che sono avvenuti quasi in contemporanea», ha raccontato Visco. «“Un viaggio” è nato in seguito alle ferie che ho trascorso nella prima settimana di luglio nel Sud della Francia, in occasione del festival di fotografia dei Rencontres d’Arles. Ho visitato anche Narbonne e Carcassonne, luoghi legati a Joë Bousquet, poeta dalla scrittura meravigliosa, l’abbazia di Sainte-Marie de Fontfroide e il villaggio di pescatori Gruissan. Ho il “vizio” di portarmi sempre dietro penna e taccuino: mi sono messo ad annotare quello che vedevo, dagli angoli nascosti delle città a – magari seduto al tavolo di un bistrot – una piazza principale affacciata sulla storia con un piccolo anfiteatro, le pietre a vista della Via Domizia e un palazzo in stile liberty, fino alle persone che passavano».
Ma, una volta tornato in Lombardia, «mi si è cronicizzato un dolore oncologico che ho dal 2017 – lo chiamo “il mio amico delle ossa” – e sono stato ricoverato al sesto piano dell’Ospedale di Circolo dove, di notte, non si dorme. Avevo il computer a portata di mano e allora ho riordinato i miei appunti: sono diventati un racconto di settanta pagine, diviso in capitoli creati in base alle mie sensazioni. La sua pubblicazione attraverso Amazon è stata accompagnata solo da una breve presentazione sul mio profilo Facebook: ha però trovato una risposta positiva, al momento ho venduto una sessantina di copie».
Il lavoro con l’AI sui testi delle canzoni
Nel frattempo, oltreoceano, stava succedendo qualcosa: «Amo anche la scrittura che riguarda la musica, compongo da quando ho diciannove anni. A fronte della mia produzione creativa, tempo fa mi sono iscritto alla Siae e ho sessanta canzoni depositate: a spingermi a darci dentro, e a lavorare in questo senso, è stata Alexandra, una donna per me molto importante. Nel gennaio 2025 mi imbattei online negli Icma, concorso che mi sembrava serio: spesso sono specchietti per le allodole ma non ce ne sono tanti riservati a curatori di testi e chiedeva un’iscrizione di soli 10 dollari, che effettuai.
I testi delle mie canzoni comprendono un lavoro con l’AI: prima li scrivo, poi la utilizzo per cercare di capire quali siano le tonalità migliori, quindi mi presenta gli accordi e vedo se mi piacciono. Raccolgo gli elementi in base al brano che sto creando tra pop, rock e folk. Così, a fine luglio, mi arrivò un’e-mail avvisando che con “The flesh” ero tra i 128 finalisti, seguita dalla richiesta di essere presente, negli Stati Uniti, il 23 agosto; non potei partecipare perché ero convalescente. Il giorno seguente andai a dare un’occhiata ai risultati della serata di premiazione ma il sito riportava ancora i vincitori del 2025. Il 27 arrivò un’altra e-mail con scritto: «Hai vinto la categoria 2026 autori compositori».
In concorso con “I miei vent’anni”
Ora Visco è in gara al Tour Music Fest, «competizione che in passato vantava una giuria piuttosto qualificata, tra loro c’era il maestro Beppe Vessicchio. Avevo già partecipato, classificandomi quarto: praticamente terzo, perché i due concorrenti prima di me furono dichiarati vincitori pari merito. Ora, dopo il pezzo che ho portato, sono in semifinale come cantautore: ne presenterò un altro, che dedico a mia figlia Isabeau, dal titolo “I miei vent’anni”: a ispirarlo è stata la gita di classe che feci a Parigi quando ero studente del liceo classico Cairoli. È stato girato un video alla Fondazione Estro Musicale di Fabio Concato e con me ci sarà Carlo Ascoli, tastierista dei Those.
In questo periodo la mia salute è stata più compromessa; questo mi ha però dato una scossa, facendomi credere nella scrittura. Tanti miei pezzi nascono dalla cronaca e dalle relazioni ma c’è sempre meno tempo per analizzare i fatti, ci perdiamo la parte umana. Quindi è questo il fil rouge: è come se mi avesse dato un impulso. Non sei proprio in forma al cento per cento, ma ciò che hai fatto in qualche modo piace e va condiviso».
Omaggio dei Those alla musica di Battiato, al Nuovo di Varese “Nonosonocover”

