BUSTO ARSIZIO – Questione derivati: Palazzo Gilardoni perde anche il secondo round in Corte d’Appello e si prepara a impugnare la sentenza e ricorrere in Cassazione.
Non si chiude l’annosa questione sui derivati che da anni sta tenendo sulle spine il Comune di Busto e che drena risorse pubbliche (sinora oltre 4 milioni di euro solo in spese legali) in questo infinito ginepraio giudiziario. E la freschissima sentenza della Corte d’Appello ha lo stesso effetto di una doccia fredda. Il motivo? Soltanto poche settimane fa – a inizio ottobre – sempre la Corte d’Appello e sempre sulla questione “derivati” ha emesso una sentenza favorevole nei confronti della Provincia di Catanzaro. Dettaglio curioso: la sentenza bustocca è stata emessa nel mese di giugno, ma è stata depositata solo nella serata di ieri, martedì 20 ottobre.
La sentenza
A Palazzo Gilardoni, per il momento, nessuno parla della questione. Anche se arriva la conferma della sentenza avversa. Non è ancora chiaro come intenda procedere da qui in avanti l’amministrazione, anche se si può già ipotizzare un nuovo ricorso in Cassazione. Cassazione che era già stata “interpellata” dalla Corte d’Appello e che aveva rimandato al mittente (cioè alla Corte d’Appello) la competenza sulla pronuncia.
Occorre anche aggiungere che a fronte della sentenza si potrebbe aprire un dibattito politico e a Palazzo Gilardoni c’è chi ipotizza la convocazione di una commissione comunale ad hoc in presenza degli avvocati difensori che potranno così illustrare l’intero quadro, i motivi della sentenza, ma anche le ragioni del Comune di Busto che verranno portati all’ultimo grado di giudizio anche sulla base di altre sentenze che hanno dato ragione agli enti pubblici coinvolti sulla medesima questione.
La cronistoria
2007: L’amministrazione comunale di Busto Arsizio (sindaco Farioli) sottoscrive contratti derivati con Deutsche Bank. L’obiettivo formale è la tutela dal rischio di fluttuazione dei tassi di interesse sul debito dell’ente.
Post-2008: Con lo scoppio della crisi finanziaria globale e il crollo dei tassi di interesse a livello europeo, i derivati iniziano a generare forti flussi finanziari negativi a carico del Comune, trasformandosi in una pesante passività di bilancio.
Anno 2020: Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione italiana emettono la celebre sentenza “Cattolica”, la quale stabilisce che i contratti derivati stipulati dai Comuni sono nulli se non sono stati preventivamente autorizzati dal consiglio comunale o se non recano la chiara esplicitazione dei costi occulti e degli scenari probabilistici. Forti di questa sentenza, molti enti locali italiani avviano azioni legali contro gli istituti di credito.
Lo scontro davanti alla High Court di Londra (2021 – 2022)
Febbraio 2021: Il Comune di Busto Arsizio stanzia ingenti variazioni di bilancio per coprire le spese legali necessarie a difendersi dinanzi ai tribunali del Regno Unito. La giurisdizione esclusiva dei contratti era stata infatti originariamente radicata a Londra.
Ottobre 2021: Arriva la prima pesante sconfitta per l’ente locale. La High Court of Justice inglese (Commercial Court) emette la sentenza. I giudici britannici decidono in senso diametralmente opposto rispetto all’orientamento italiano: rigettano l’applicazione dei principi della Cassazione italiana, confermano la piena validità dei contratti derivati e condannano il Comune a pagare le rate arretrate all’istituto di credito tedesco.
Aprile 2022: Il Comune di Busto Arsizio è costretto ad approvare ulteriori stanziamenti (circa 2 milioni di euro) per far fronte sia alle rate del derivato accumulate, sia all’esborso delle imponenti spese legali derivanti dal giudizio londinese perso.
La battaglia in Italia
Fine 2023: Spostando la battaglia sul suolo nazionale, il Comune di Busto Arsizio deposita un ricorso formale. L’amministrazione chiede al Tribunale di Milano di dichiarare la non riconoscibilità in Italia della sentenza inglese del 2021.
Dicembre 2023: Il Tribunale di Milano dà torto al Comune, respingendo l’istanza e confermando che la sentenza della High Court di Londra possiede i requisiti per essere applicata ed eseguita anche in Italia a favore di Deutsche Bank.
2025: L’intervento della Corte d’Appello. Nel corso del giudizio di appello promosso dal Comune contro la decisione sfavorevole del Tribunale di Milano del 2023, i giudici della Corte d’Appello di Milano hanno deciso di congelare la decisione e di investire direttamente la Corte di Cassazione tramite lo strumento del rinvio pregiudiziale. Cassazione che si è pronunciata sulla legittimità di espressione della Corte d’Appello, la quale proprio ieri ha depositato sentenza negativa per Palazzo Gilardoni.
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