LONATE POZZOLO – Il 2026 si avvia al termine ed è tempo di stilare i primi bilanci per il settore Antincendio Boschivo del Parco Lombardo della Valle del Ticino. Un anno che sarà ricordato come tra i più complessi e impegnativi dell’ultimo quinquennio. I dati aggiornati ad ottobre sono significativi: 42 i roghi registrati, a fronte dei 18 rilevati nell’intero 2025 e dei soli 2 del 2024. Un incremento che restituisce la portata dell’emergenza, concentrata in particolare nei mesi estivi di luglio e agosto, periodi in cui si sono verificati ben 28 incendi (14 per ciascun mese). A crescere non è solo il numero degli eventi, ma anche la superficie boschiva interessata, passata dai 7,89 ettari del 2025 ai 96,10 ettari del 2026, richiedendo un immenso lavoro non solo di spegnimento, ma anche di bonifica per prevenire pericolose riaccensioni.
L’impegno contro gli incendi
Di fronte a questa emergenza, la risposta del sistema di protezione del Parco è stata tempestiva, continua e strutturata. Dal 1° gennaio al 19 ottobre 2026, il Settore Volontariato del Parco ha garantito 9.152 ore complessive di attività. Il confronto con il 2025 evidenzia l’eccezionalità dello sforzo profuso: le sole attività operative di spegnimento e bonifica hanno raggiunto quota 6.353 ore, cioè più di quattro volte rispetto alle 1.453 ore dell’intero anno precedente. Complessivamente, sono stati 204 gli operatori AIB distinti scesi in campo, impiegati per un totale di 1.596 giornate-uomo.
Un territorio vulnerabile
«L’aumento degli incendi boschivi deve farci riflettere», spiega Ismaele Rognoni, presidente del Parco Lombardo della Valle del Ticino. «I cambiamenti climatici e i comportamenti imprudenti delle persone, come è stato accertato ad esempio dalle Autorità competenti nell’incendio verificatosi a Motta Visconti, stanno rendendo il nostro territorio sempre più vulnerabile. Non possiamo impedire ogni incendio, ma possiamo fare tutto il possibile perché il nostro territorio sia preparato ad affrontarlo. Difendere i boschi oggi significa proteggere la sicurezza, il patrimonio naturale e il futuro delle nostre comunità. Un doveroso ringraziamento ai nostri Volontari che quest’anno hanno dovuto affrontare coraggiosamente e professionalmente un periodo emergenziale intenso e difficile».
Preparazione e prevenzione
Dietro ad ogni intervento visibile sul campo esiste una struttura complessa che opera tutto l’anno e che si fonda sulla preparazione e sulla prevenzione. Nel periodo 2022–2026 sono state registrate 3.493,40 ore di formazione e aggiornamento, a cui si aggiungono 1.480 ore di esercitazione documentate tra il 2023 e il 2026. Punto di riferimento importante è il Centro di Addestramento del Corpo Volontari del Parco a Lonate Pozzolo; nel solo 2026 sono state 2.793 le ore dedicate alla prevenzione, tra presidio, sorveglianza e monitoraggio del territorio. «Il 2026 ha richiesto uno sforzo straordinario, non soltanto per il numero degli incendi ma per l’intensità delle attività di spegnimento e bonifica», sottolinea Alessandro Todaro, responsabile settore Volontariato del Parco. «La capacità operativa non si improvvisa durante un’emergenza: si costruisce nel tempo, con metodo, competenze e investimenti. Desidero ringraziare in particolare i volontari e le loro famiglie per la disponibilità dimostrata anche nei momenti più difficili. Un incendio può iniziare in pochi secondi, ma la capacità di affrontarlo si costruisce negli anni».
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