«Farmacia di Laveno: il robot è arrivato. I nuovi amministratori no»

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Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota inviata da Maurizio Tassi, amministratore unico dimissionario di Laveno Mombello Srl. 

Martedì 27 ottobre la Farmacia comunale di Laveno ha riaperto con una novità che i cittadini toccheranno con mano: il nuovo magazzino robotizzato Pharmathek. Medicinali al banco in pochi secondi, meno code, meno errori, più prodotti disponibili e, soprattutto, farmacisti con più tempo per ascoltare e consigliare. E per la Laveno Mombello S.r.l., la società pubblica che gestisce il servizio, cioè per tutti i cittadini, più efficienza, meno sprechi grazie alla gestione automatica delle scadenze, e più sicurezza nella tracciabilità dei farmaci.

Una buona notizia che il Comune non ha comunicato. Della chiusura, iniziata il 16 ottobre per i lavori, il Comune, socio unico della società, non ha dato alcuna notizia sui propri canali istituzionali: un servizio pubblico chiuso per più di dieci giorni nel silenzio di chi dovrebbe governarlo.

Il robot non è arrivato per caso. È stato voluto e approvato dall’Amministrazione Civitas guidata dal Sindaco Luca Santagostino e attuato dall’Amministratore Unico Maurizio Tassi con il supporto fondamentale dei dipendenti della Società. È l’ultimo passo di un percorso iniziato nel 2024, che ha dato due farmacie comunali completamente rinnovate, a Laveno e a Mombello, con più spazio per i prodotti e cabine dedicate ai servizi.

«Abbiamo lavorato con un’idea precisa, quella dell’Amministrazione Civitas: cambiare il paese e dare ai cittadini servizi migliori e una qualità della vita più alta», dichiara Maurizio Tassi. «Abbiamo messo in campo competenza, tempo, passione ed energie, e i risultati si vedono: due farmacie nuove e un robot per migliorare il servizio ai cittadini».

Eppure, qualcosa da fare l’attuale amministrazione l’avrebbe avuto. Tassi si è dimesso il 26 maggio, all’indomani delle elezioni, con un gesto di senso istituzionale: svincolare la nuova amministrazione lasciando la possibilità di definire un nuovo direttivo per la società, in linea con i propri progetti. Da allora sono passati cinque mesi. Dalle sue dimissioni e richiesta di essere sostituito sono arrivati solo silenzi, con un’assemblea convocata il 31 luglio e andata deserta perché il Comune, unico socio, non si è presentato. Non sono però mancate intromissioni nella gestione, con indicazioni date direttamente al personale della società da amministratori e dipendenti comunali, scavalcando chi la società la amministra e di cui continua ad esserne unico responsabile. Intanto la società resta in prorogatio e può agire solo in ordinaria amministrazione (il robot si è potuto completare perché era già stato approvato nel Piano Operativo 2026). Il Piano Operativo 2027, in scadenza proprio questo mese, ad oggi non è stato preso in considerazione dalla nuova amministrazione comunale che deve definire l’utilizzo delle risorse ed eventualmente prevederne di nuove per manutenzioni, completamento dei progetti in corso e avviamento di nuovi, che in parte sono già previsti ma per i quali mancano le risorse necessarie. E alla fine a pagarne le conseguenze sono i cittadini.

Una situazione non più sostenibile, per la cui risoluzione non mancano le regole. Il 10 giugno l’attuale maggioranza ha fatto approvare in Consiglio comunale gli indirizzi per le nomine: avviso pubblico all’albo e sul sito, con requisiti e compenso, raccolta delle candidature, pubblicazione dell’elenco e nomina entro trenta giorni. Tutto chiaro, tutto trasparente. Sulla carta. Nei fatti l’avviso pubblico non è mai stato fatto, anche se per altre procedure l’iter è stato avviato correttamente. Non è stata convocata nemmeno l’assemblea della società, che per Statuto deve decidere prima se confermare l’Amministratore Unico o passare a un Consiglio di tre membri, una scelta che la legge ammette solo con una delibera motivata da inviare alla Corte dei conti. Al loro posto, a ottobre, sono stati presentanti due amministratori già individuati, senza bando e senza alcuna selezione pubblica, con cui, per senso di responsabilità verso la società, Tassi si è confrontato e prodigato per introdurli nella Società. Nel frattempo, è stata però inviata una comunicazione alle minoranze richiedendo eventuali nominativi per la nomina della terza carica. Ora è di nuovo tutto fermo, tutto tace e non è noto come, cosa e soprattutto quando la nuova amministrazione abbia intenzione di fare ciò che è necessario. E per arrivare a questo ci sono voluti cinque mesi, e realisticamente ne sarebbero bastati due. Un’incertezza che sta mettendo in difficoltà anche chi lavora all’interno della Società.

«In questi cinque mesi l’ex Sindaco Luca Santagostino e il gruppo Civitas mi hanno sostenuto nel tentativo di uscire da questa impasse», prosegue Tassi. «Nonostante la mia assoluta disponibilità verso l’impegno preso, resto amministratore dimissionario: responsabile di ciò che si fa, ma con i poteri per svolgere solo l’ordinaria amministrazione, e a pagarne il prezzo sono i servizi ai cittadini. L’ex Sindaco Santagostino ha inviato una nota al Comune per segnalare che la procedura avviata per la nomina dei nuovi amministratori è errata e, con senso istituzionale, ha indicato quella corretta. In tutta risposta, mi risulta, abbia ottenuto l’ennesimo silenzio».

«Io ho la responsabilità della struttura e, sebbene dimissionario, non solo non vengo sostituito ma devo gestire continue interferenze nella gestione. È una situazione non più sostenibile: se non si risolverà a breve, trarrò le conseguenze di questa inerzia e agirò utilizzando tutti gli strumenti che la legge mi mette a disposizione. Sono stato e sono rimasto al servizio della società per senso di responsabilità, ma questo non significa che debba restare in attesa dei tempi, dei pensieri e degli accordi tra partiti e di chi amministra il Comune immobilizzando la struttura, mettendo di conseguenza in difficoltà chi ci lavora».
«Il robot in farmacia è arrivato», conclude Tassi. «Il mio sostituto, dopo cinque mesi, ancora no».

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