Sumirago, allarme sindacati: «In Comune organici ridotti e dipendenti in fuga»

SUMIRAGO – Organici insufficienti, sostituzioni tardive, poche opportunità di crescita professionale e criticità organizzative. È il quadro del personale del Comune di Sumirago denunciato da Fp Cgil Varese e Cisl Fp dei Laghi, che chiedono all’Amministrazione un cambio di passo nella gestione delle risorse umane e nell’organizzazione dei servizi. Secondo le due organizzazioni sindacali, lavoratrici e lavoratori garantiscono da anni la continuità delle attività comunali, compensando carenze di organico e difficoltà organizzative, senza ricevere un adeguato riconoscimento.

Serve una prospettiva di crescita

«Non si può continuare a chiedere al personale di coprire ogni vuoto senza costruire una prospettiva di crescita e un’organizzazione sostenibile», dichiarano Davide Farano, per Fp Cgil Varese, e Alessandro Maria Ferri, per Cisl Fp dei Laghi. «La qualità dei servizi ai cittadini dipende anche dalle condizioni nelle quali lavorano le persone».

Organici insufficienti e sostituzioni in ritardo

Tra le principali criticità segnalate dai sindacati c’è la difficoltà di garantire sostituzioni tempestive del personale in uscita. I ritardi, spiegano, producono periodi di scopertura, aumentano il carico di lavoro per chi resta in servizio e rendono più complicati i passaggi di consegne e la formazione dei nuovi dipendenti. A preoccupare è anche la perdita di professionalità. Alcuni dipendenti hanno vinto concorsi presso altri enti per accedere a ruoli superiori, trovando altrove opportunità di avanzamento che, secondo le organizzazioni sindacali, non sono state offerte all’interno del Comune.

Mancano percorsi di sviluppo

«A Sumirago queste professionalità non hanno trovato analoghi percorsi di sviluppo. Non sono state attivate progressioni verticali, pur in presenza di carenze nelle figure apicali», osservano Farano e Ferri. «Se le competenze vengono riconosciute soltanto quando il personale vince un concorso altrove, l’Amministrazione deve interrogarsi sulla propria capacità di trattenerle». Tra gli elementi che, secondo i sindacati, rendono l’Ente meno attrattivo figura anche l’assenza di un regolamento sul lavoro agile, da definire con criteri chiari e compatibili con le esigenze dei servizi.

Aperture del sabato, i sindacati chiedono una verifica

Fp Cgil Varese e Cisl Fp dei Laghi chiedono di rivedere l’organizzazione del sabato, valutando l’effettiva utilità delle aperture sulla base degli accessi, delle prestazioni erogate e dei costi sostenuti. Stando ai dati riferiti dalle organizzazioni sindacali, gli accessi all’Ufficio tecnico arriverebbero al massimo a un utente, mentre l’Anagrafe resterebbe aperta per fornire informazioni senza procedere al rilascio delle carte d’identità. I sindacati segnalano inoltre casi di vincitori di concorso per posti da operaio che avrebbero rinunciato all’assunzione anche a causa dell’articolazione dell’orario di lavoro, comprensiva del sabato. «Un’apertura ha senso se offre un servizio effettivo e risponde a un bisogno verificabile», sottolineano Farano e Ferri. «Con accessi così limitati, occorre valutare anche i costi energetici e organizzativi. Chiediamo di confrontare numeri, prestazioni e costi, per capire se quelle risorse possano essere impiegate meglio, a beneficio sia del personale sia dei cittadini». Per i sindacati, «una Pubblica amministrazione moderna non può ragionare soltanto in termini di ore di apertura, ma di efficienza nei confronti del cittadino».

Caldo negli uffici, chiesti interventi strutturali

Un altro tema riguarda le temperature elevate negli ambienti di lavoro durante l’estate. Le criticità, riferiscono le organizzazioni sindacali, vengono segnalate da anni senza che siano stati realizzati interventi risolutivi. La richiesta è di programmare le opere necessarie e valutare, nei limiti delle risorse effettivamente disponibili e utilizzabili, anche il ricorso all’avanzo di bilancio. «Intervenire sugli edifici significa tutelare chi vi lavora e migliorare le condizioni dei cittadini che accedono agli uffici», affermano Farano e Ferri. «Le segnalazioni si ripetono da anni: servono un programma, risorse e tempi certi».

Professionalità da consolidare e valorizzare

I frequenti spostamenti dei dipendenti tra i diversi uffici per fronteggiare le carenze di organico rappresentano, secondo FP CGIL Varese e CISL FP dei Laghi, un ulteriore elemento di criticità. Una gestione che rischia di ostacolare il consolidamento delle competenze e di alimentare la percezione di uno scarso riconoscimento professionale. «La disponibilità a collaborare non può tradursi nella presunzione che le persone siano sempre intercambiabili», evidenziano i sindacati, ricordando che ogni servizio richiede conoscenze, esperienza e responsabilità specifiche. «I lavoratori si sentono poco valorizzati, nonostante da anni garantiscano il funzionamento del Comune. Spostare continuamente le persone per coprire i buchi rischia di indebolire proprio quella professionalizzazione che rende i servizi più efficienti e affidabili», aggiungono.

La richiesta di un confronto con l’Amministrazione

Le due sigle chiedono l’apertura di un confronto complessivo con il Comune su programmazione delle assunzioni, sostituzioni tempestive, progressioni professionali, lavoro agile, organizzazione del sabato e riqualificazione degli ambienti di lavoro. L’obiettivo, spiegano, è costruire condizioni organizzative capaci di garantire servizi efficienti e, al tempo stesso, riconoscere il contributo del personale. «Sumirago deve diventare un Comune nel quale le persone possano lavorare bene e vedere riconosciute le proprie competenze. Continuare a contare sulla disponibilità di chi resta, mentre altri trovano altrove migliori opportunità, non è una politica del personale. È il rinvio di un problema che ricade sui lavoratori e sui servizi ai cittadini», concludono Farano e Ferri.

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