La “meglio sanità” sfila alla Liuc. E Bertolaso avverte: «Rischiamo il collasso»

CASTELLANZA – Le best practices della sanità lombarda in passerella all’università Liuc per poter essere condivise. Ma l’assessore regionale al welfare Guido Bertolaso descrive uno scenario nazionale preoccupante, alla luce dei tagli previsti nella Manovra finanziaria: «È una situazione che rischia di essere molto vicina al collasso». Ma per il tecnico voluto da Attilio Fontana nella sua giunta non è colpa del governo, che «ha raccolto un’eredità pesantissima», iniziata con «tagli e blocchi di assunzioni» dai tempi del governo Monti.

I tagli e il sistema

«È uno dei momenti più difficili per la sanità italiana – rivela Bertolaso – il punto fondamentale non sono i soldi a disposizione, ma la necessità di riorganizzazione di tutto il sistema, del quale molti sembrano non accorgersi». E così i tagli prospettati dalla finanziaria rischiano di accentuare i problemi: «Se chiedono di ridurre la quota del fondo sanitario a Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna a favore delle regioni in deficit, sembra solo una questione di soldi. Ma in molte regioni del Sud l’organico è il doppio del nostro in proporzione, quindi è una questione organizzativa». Ed è per questo che l’assessore lombardo ritiene «utile trasferire e condividere su tutto il territorio nazionale queste best practices» di cui si è parlato alla Liuc.

La sanità che innova

Il saluto istituzionale di Bertolaso al convegno della Liuc Business School si è trasformato in un’analisi molto cruda di un sistema sanitario nazionale alle prese con «carenze di organico e di investimenti», ma anche con il «rallentamento dei finanziamenti» prospettato per il 2027. Dall’altro lato della “barricata” la sanità che innova, una Call giunta alla sua seconda edizione. Con l’obiettivo, come spiega Emanuele Porazzi, direttore dell’Osservatorio Performa della LIUC Business School, di «promuovere progettualità innovative in grado di generare valore per il sistema sanitario e per il paziente, e con potenziale di esportabilità o generalizzabilità in altri contesti territoriali regionali».

Le best practices

Dall’integrazione dei dati sanitari alla prevenzione, passando per l’assistenza agli anziani e le cure domiciliari. ATS Insubria, ASST Sette Laghi e ASST Valle Olona hanno presentato sei progetti nell’ambito della Call «Best Practices Socio-Sanitarie in Regione Lombardia», promossa da LIUC Business School, che ha raccolto complessivamente 50 proposte da 24 ASST e 5 ATS lombarde.

Ats Insubria ha presentato i progetti “Orizzonte Integrato”, per l’integrazione tra dati sanitari, sociosanitari e sociali e l’integrazione tra cartella sociale e cartella sociosanitaria, e “Data-driven Governance e change management“, volto alla presa in carico del paziente affetto da scompenso cardiocircolatorio. Asst Sette Laghi ha puntato su “Degenza Socio Sanitaria Post Acuti (DSSPA)“, un modello di degenza post-acuta ad alta integrazione sociale per pazienti anziani bed blockers Valle Olona, e su “Il Percorso Nascita nella riorganizzazione dei Consultori“, per un’assistenza multidisciplinare per mamma e bambino dalla gravidanza al post-partum. Infine Asst Valle Olona ha sviluppato “L’esperienza dei pazienti nei percorsi di cure domiciliari: costruzione e somministrazione di un questionario per la rilevazione dei Patient Reported Experience Measures (PREMs)”, e “Un modello organizzativo di prevenzione orale territoriale” che coinvolge donne in gravidanza, anziani fragili e detenuti della Casa circondariale di Busto Arsizio.

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