BUSTO ARSIZIO – Semplici coincidenze? Vabbè, dai…
Di certo la presenza allo stadio “Pietro Fortunati” di Pavia del patron della Uyba Giuseppe Pirola e del tecnico delle farfalle Enrico Barbolini, reduci dal sabato di campionato in quel di Chieri, non è certo passata inosservata, anzi…
In molti, nel vedere domenica Pirola e Barbolini in tribuna al seguito della Pro Patria in terra pavese, non hanno pensato solo ad una semplice passione calcistica (Pirola, tifosissimo del Cosenza, è stato in passato nella dirigenza della Caronnese, oltre ad aver fatto da sponsor alla Pro Patria di Javorcic nell’anno della promozione dalla D), ma hanno colto un messaggio ben preciso.
La loro presenza è infatti sembrata voler dire che la Uyba, sebbene oggi sia costretta a giocare lontano dall’Arena bustocca di viale Gabardi, non ha alcuna intenzione di prendere le distanze da Busto Arsizio.
Anzi, proprio attraverso la vicinanza alla Pro Patria, autentico simbolo dell’identità sportiva cittadina, il patron e l’allenatore delle farfalle hanno voluto testimoniare un senso di appartenenza e una “vicinanza” tra realtà sportive che condividono la stessa città e le stesse radici.
Un segnale particolarmente significativo, soprattutto perchè lanciato in una fase delicata, segnata dalle polemiche sul trasferimento al Biella Forum per le gare di campionato e dai rapporti non sempre semplici con istituzioni e parte di tifoseria.
Una “pirolata” nel senso migliore del termine: un gesto concreto, visibile e forse più eloquente di tante parole dette e soprattutto non dette.
Perché, al di là delle distanze e delle vicende che stanno accompagnando la stagione della squadra biancorossa del presidente Saini, il messaggio sembra chiaro: la Uyba resta una realtà di Busto Arsizio.
Anche se “costretta” a giocare altrove.
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