Il progetto e la sinergia pubblico-privato
L’iniziativa prevede una collaborazione virtuosa tra pubblica amministrazione e privato sociale. La Fondazione Laps sosterrà interamente gli interventi di ristrutturazione, allestimento e riqualificazione energetica dell’edificio, per un investimento stimato fino a un milione di euro, senza alcun costo per il bilancio comunale. L’immobile manterrà la propria destinazione sociale per almeno 15 anni.
La struttura novarese rappresenta la prima casa-rifugio promossa da Laps in Italia, dopo le esperienze già avviate in Portogallo (a Madeira nel 2021 e a Cascais di recente). L’ubicazione della sede rimane riservata per garantire la sicurezza e la tutela delle ospiti e dei loro figli.
«La violenza contro le donne e i bambini è una ferita profonda della nostra società», sottolineano Lapo Elkann e Joana Lemos. «Siamo felici che la prima struttura in Italia nasca a Novara e in Piemonte, una terra a cui siamo profondamente legati. Vogliamo fare la nostra parte creando uno spazio che rappresenti un nuovo inizio».
Dall’amministrazione locale è arrivata la conferma del valore dell’operazione. «È un’opportunità straordinaria che ci permette di recuperare un bene pubblico e di potenziare l’offerta di accoglienza protetta e percorsi di autonomia sul territorio», il commento del sindaco Alessandro Canelli, a cui fa eco il plauso del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dell’assessore alle Pari opportunità Marina Chiarelli per l’attenzione dimostrata dal terzo settore verso la rete regionale antiviolenza.
Una tradizione di accoglienza e impegno sul territorio
La scelta di Novara si inserisce in un contesto che da anni vanta una riconosciuta sensibilità e strutturazione nei servizi di supporto alle fragilità sociali. La città ha consolidato nel tempo un modello di intervento capillare e attento, grazie all’azione costante dei Centri Antiviolenza e al lavoro storico di realtà del terzo settore — tra le più longeve l’associazione Liberazione e Speranza — da decenni in prima linea nel garantire protezione, ascolto e percorsi di reinserimento alle donne e ai minori in difficoltà.
Il nuovo tassello promosso da Fondazione Laps andrà dunque ad integrarsi in un tessuto locale già virtuoso, fornendo un’ulteriore risorsa concreta per la risposta alle emergenze e l’accompagnamento all’autonomia.
I prossimi passaggi
Con l’approvazione delibera di giunta, l’iter prosegue ora con gli approfondimenti tecnico-amministrativi e il successivo passaggio in Consiglio comunale per la formalizzazione della dichiarazione di interesse pubblico prima dell’avvio dei lavori.
