Per la saggezza popolare la verità si può conoscere soltanto ascoltando due bugiardi. Ma è un aforisma che non vale per la politica, quella alta e quella meno eclatante, quella delle faccende internazionali e quella delle situazioni di casa nostra: si dice e si contraddice, si afferma e si sconfessa a seconda delle circostanze, delle opportunità e delle appartenenze. Chi è il bugiardo? Chi dice la verità? Esempi? Quanti ne vogliamo.
Donald Trump assicura per l’ennesima volta che con l’Iran è prossimo l’accordo di pace, il governo degli aytollah fa sapere che non c’è nessuna intesa. Lo stretto di Hormuz riapre domani, un minuto dopo arriva la smentita dell’annuncio. In Medioriente si gioisce per il disarmo di Hamas, ma poi qualcuno nega e spiega che è ancora un’intenzione. Gli immigrati del Marocco invadono Ceuta perché “invitati” dalla Spagna, ma sarebbe tutta un’altra storia. Giorgia Meloni lancia l’allarme invasione dell’Europa, ma dall’exclave spagnola non è arrivato un solo clandestino. Il governo italiano accusa Sanchez sulla politica immigratoria, però sullo stesso tema i ministri Ue esprimono solidarietà a Madrid.
A Roma il centrodestra esulta per la crescita del Paese, il centrosinistra contrappone un’ Italia sotto zero sul versante economico. Gli stipendi degli italiani sono aumentati, gli stipendi hanno perduto il loro potere d’acquisto. La lotta all’evasione fiscale dà ottimi risultati, mezza Italia non paga le tasse. Salvini presenta i dati sulla puntualità dei treni, i pendolari raccontano tutt’altro. La nuova legge elettorale ora in discussione è esempio di democrazia, chi la contrasta sostiene l’opposto. Il campo largo è una certezza, i Cinque Stelle lo boicottano. In Lombardia il vertice regionale parla di eccellenza sanitaria, gli avversari di disastro nelle cure e nell’assistenza dei pazienti.
E’ tutto un girare intorno ai problemi, una manipolazione totale su ogni cosa, da una parte e dall’altra. Il risultato è una grande, diffusa confusione: la gente non ci capisce più nulla e, bene che vada, conferma la propria sfiducia alle classi dirigenti, in senso trasversale. Se è vero che la verità sta nel mezzo, chi comanda, chi vorrebbe comandare e chi tiene loro bordone, per quanto possiamo saperne, hanno tutti il naso lungo.
