BUSTO ARSIZIO – I cento anni di Adelio Borlandelli, partigiano e sinaghino. «Il segreto? Una vita in movimento e senza vizi». Lo ha rivelato all’assessore alle politiche istituzionali Mario Cislaghi, che ieri, 30 dicembre, gli ha tributato gli auguri della Città in viale Repubblica, consegnandogli una targa e una stampa di palazzo Gilardoni.
La sua storia
Nato a Busto Arsizio, in viale Sicilia, Adelio Borlandelli ha vissuto per molti anni nel quartiere di Sacconago. Per ben 40 anni ha lavorato per l’Amministrazione comunale, prima all’ufficio dazi e poi al macello comunale. Durante la Seconda Guerra Mondiale è stato partigiano: ha combattuto in Val d’Ossola, a Fondo Toce. La sua importante testimonianza è stata portata nelle scuole per molti anni. Dopo la guerra si è trasferito per cinque anni in Argentina, nei pressi di Buenos Aires, dove ha lavorato all’Idrofila Argentina, per poi rientrare definitivamente in Italia.
Classe di ferro

A festeggiarlo c’erano la figlia Cristina e il genero Attilio. Ancora oggi Adelio Borlandelli esce tutti i giorni e, fino a poco tempo fa, affrontava quotidianamente tre piani di scale a piedi. Le sue passioni sono le parole crociate, la Settimana Enigmistica e lo sport, in particolare ama il calcio e lo sci. È un grande amico di Ginetto Grilli, coetaneo che compie 100 anni proprio oggi, 31 dicembre.
A Busto Arsizio il 25 Aprile unisce. E anche il sindaco di FdI canta “Bella ciao”
