BUSTO ARSIZIO – Un “grande fratello” della mobilità cittadina che metterà in connessione telecamere per l’analisi dei flussi di traffico, semafori e aree di sosta con l’obiettivo di indirizzare i flussi lungo le strade in modo “smart” ed evitare situazioni di congestione, a partire dal traffico “parassitario” alla ricerca di stalli di sosta liberi. Il “cervellone” si chiamerà SIMBA, acronimo di Sistema Integrato per il monitoraggio, la pianificazione e la gestione della Mobilità di Busto Arsizio. Un’operazione da oltre 1,4 milioni di euro, che il Comune confida di farsi finanziare da Regione Lombardia nell’ambito del bando Smart Mobility Data Driven. Busto Arsizio infatti ha passato la prima fase della selezione ed è uno dei 18 enti che hanno potuto sottoporre il progetto per ottenere i fondi: ci sono “in palio” ben 25 milioni di euro.
Il “cervellone” della mobilità smart
Il via libera alla candidatura è arrivato lunedì in giunta, su proposta dell’assessore alla mobilità Salvatore Loschiavo. La delibera chiarisce che «l’amministrazione intende realizzare un “Mobility Control Center” e sviluppare un “System Integrator”, che permetta sia di ricevere l’intera gamma di dati raccolti dai dispositivi distribuiti nel territorio, sia di operare con azione di controllo e di informazione agli utenti; al fine ultimo di promuovere un sistema dei trasporti accessibile, digitale e connesso, adottando un approccio data-driven, e di indirizzare i comportamenti dei cittadini verso una mobilità sostenibile». L’obiettivo dichiarato è l’«attuazione di politiche data-driven per la riduzione di situazione di congestione e indirizzamento verso i parcheggi liberi, per l’eliminazione del traffico parassitario per la ricerca del parcheggio» tramite lo «sviluppo della piattaforma di infomobilità nel formato accessibile ai cittadini, per informare e indurre cambiamenti relativi alla scelta modale verso modalità sostenibili».
Gli strumenti “smart”
In soldoni, i dati raccolti dal “cervellone” verranno restituiti ai cittadini per aiutarli a non finire imbottigliati nel traffico. Ma anche per non rimanere “intrappolati” nei sottopassi allagati e per fluidificare la circolazione attraverso le “onde verdi” ai semafori. Gli strumenti da realizzare per queste finalità sono infatti una piattaforma di infomobilità, con cui tenere aggiornati in tempo reale i cittadini sulla situazione del traffico; un sistema di indirizzamento ai parcheggi, che già c’è ma è limitato in termini di numero di pannelli di indirizzamento e di aree di sosta collegate; la gestione dei semafori per prevenire o limitare le congestioni di traffico, ad esempio prevedendo delle onde verdi o dei piani semaforici attuati. In una fase successiva, il sistema consentirà l’abilitazione di una piattaforma MaaS, per integrare servizi come l’acquisto di biglietti del trasporto pubblico, o il pagamento e l’indirizzamento ai parcheggi (con informazioni sul numero di stalli disponibili per ciascuna area di soste, la distanza dell’area di sosta, etc.) e l‘integrazione di altri moduli, come le fermate e linee degli autobus, con la posizione in tempo reale dei mezzi di trasporto pubblico locale e la conseguente fornitura di informazioni all’utenza, e i sottopassi, per la gestione in caso di allagamento.
La lista della spesa
Nella “lista della spesa” per realizzare il centro di controllo della mobilità ci sono innanzitutto nuove telecamere con sistemi di video-analisi per il rilievo dei flussi di traffico, della disponibilità di sosta su strada e di altri eventi (come ad esempio incidenti o il passaggio di un mezzo di soccorso), ma anche “gate” di entrata/uscita con barriera automatica per i parcheggi in struttura e relative casse automatiche dove non ci sono, pannelli singoli e multipli a messaggio variabile per informazione all’utenza sulla disponibilità di sosta residua nei parcheggi in struttura e indirizzamento degli utenti ai posteggi. E ancora, sistemi di rilievo della disponibilità di sosta residua e connettività nei parcheggi in struttura che ne sono sprovvisti, sistemi per la connettività e capacità di controllo da remoto degli impianti semaforici che ne sono sprovvisti, e infine totem contabici e strumentazione hardware per il Mobility Control Center (server, videowall, computer desktop, monitor, etc.). Uno “scherzetto” da un milione e 443mila euro, che però il Comune confida di far pagare a Regione Lombardia grazie al bando.
La mobilità del futuro a Busto: «Smart e da riequilibrare». Loschiavo tira dritto
