La mobilità del futuro a Busto: «Smart e da riequilibrare». Loschiavo tira dritto

BUSTO ARSIZIO – «L’anno scorso abbiamo lanciato messaggio di riduzione dell’uso dell’auto privata, quest’anno il mantra sulla mobilità sostenibile sarà il riequilibrio modale. Bisogna spingere su tutte le forme di mobilità». L’assessore alla partita Salvatore Loschiavo traccia il bilancio dell’anno che sta per concludersi e le prospettive per il 2024 sul fronte sempre caldo della mobilità sostenibile. «Non sarà solo l’anno del PUMS ma anche del Biciplan e della revisione del Piano della Sosta» annuncia l’assessore. Intanto Busto si candida a laboratorio europeo per la “città dei 15 minuti”.

Avanti tutta

C’è sempre tanta carne al fuoco sul fronte della mobilità. Loschiavo tira dritto, nonostante «le critiche sui social». Ad esempio sulle tante novità introdotte sulla mobilità ciclistica, dai sensi unici eccetto bici come in via Galvani alle corsie ciclabili: «Il principio è la condivisione della strada, un concetto che merita un’opera di formazione e informazione». Ecco perché nel 2024 partiranno delle campagne di sensibilizzazione della cittadinanza e nelle scuole sul nuovo Codice della Strada, in collaborazione con FIAB. «L’alternativa – la provocazione dell’assessore – sarebbe tornare tutti a scuola guida».

Tutti i progetti smart

L’altra parola d’ordine per il 2024 è «smart», annuncia Loschiavo, anticipando i progetti candidati per l’Intelligent Cities Challenge della commissione europea. «PUMS, Hydrogen Valley, digitalizzazione del sistema della mobilità urbana, trasporto pubblico locale più efficiente anche attraverso il BRT», il metrobus che unirebbe la conurbazione tra Busto, Gallarate e Legnano. «Lavorare insieme oltre i confini come territorio, non per creare una nuova città, ma per giocare la partita mettendo da parte qualsiasi provincialismo». Saranno “smart” anche gli altri progetti europei su cui sta lavorando l’assessorato, con il mobility manager Giuseppe Vaccarino: «Smart Mobility data driven, per studiare miglioramenti attraverso l’analisi dei dati sul traffico; Smart parking al parcheggio San Michele, che non sarà solo la conta dei posti liberi e occupati; e Urban driving transitions, progetto con il Politecnico di Milano come capofila per cui Busto sarebbe laboratorio per la costruzione della “città 15 minuti” sperimentando sistemi nella cornice della città smart, green e digitale».

Il lascito della Settimana

La “cartolina” del 2023 dalla Settimana Europea della Mobilità Sostenibile scelta da Loschiavo è quella degli Urbansolid con il loro esperimento di urbanismo tattico all’incrocio tra via Roma, via San Gregorio e piazza Trento e Trieste, lascito dell’edizione 2023 caratterizzata dalla semi-pedonalizzazione di una piazza che «oggi è una rotonda complessa da vivere anche per gli automobilisti». Associata alla piazza scolastica delle scuole Marco Polo che verrà presto “imitata” in diversi altri plessi in giro per la città. Già in partenza invece la App per incentivare la mobilità dolce negli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro.

I cantieri

Sul fronte delle pedonalizzazioni, il 2024 sarà l’anno della ZTL allargata a via Cavallotti e via Bramante. Tra le altre novità attese, anche la rivoluzione a favore della mobilità dolce davanti all’ITE Tosi e al Liceo scientifico Tosi, dove il posteggio per le bici verrà realizzato con una «tecnica costruttiva antifurto per impedire l’accesso ai ladri». E poi finalmente la concretizzazione del collegamento ciclabile del Progetto MoveOn, tra la stazione di Busto FS e quella di Castellanza Nord. «I lavori – spiega Casazza di Agesp Attività Strumentali – sono iniziati settimana scorsa con i rialzi e le opere stradali in via Redipuglia, via Valle Olona, via 20 settembre e via Ca Bianca, poi si tracceranno le piste quando le temperature saranno più favorevoli».

PUMS e piano della sosta

«Ci vorranno invece 3-4 mesi per completare il PUMS, il piano urbano della mobilità sostenibile. Gli obiettivi del piano – ricorda l’ingegner Carlo Rossi, team manager del gruppo di lavoro che lo sta elaborando – sono legati a un’efficienza del sistema di mobilità e di sicurezza, sostenibilità socio-ambientale ed energetica, miglioramento dell’offerta della mobilità». Sempre nel 2024 toccherà anche al piano della sosta, che risale al 2010: «I suoi principi sono ancora abbastanza innovativi – fa notare Loschiavo – andrà rivisto nella pratica».

busto arsizio mobilità sostenibile – MALPENSA24
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