La mobilità sostenibile «sta cambiando» Busto. Il modello? Amsterdam. E Milano

BUSTO ARSIZIO – «La città che cambia? Sta già cambiando». Parola dell’assessore alla mobilità Salvatore Loschiavo, che “gioca” con il titolo del convegno che ieri mattina, 22 settembre, ha affollato la sala Tramogge dei Molini Marzoli, a chiusura della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile (che proseguirà con gli eventi “extra week” fino a domani, domenica 24 settembre). «Entro fine anno avremo il Pums» preannuncia l’assessore.

Il saluto del governatore Fontana

La maratona

In platea almeno 150 ragazzi delle scuole superiori della città, ma anche diversi cittadini ed esponenti del mondo dell’associazionismo, per ragionare con una serie di esperti e tecnici sul tema della “città che cambia”, tra piste ciclabili, zone a traffico limitato e trasporto pubblico locale. E se l’anno scorso era stata Valencia l’esperienza estera presa a termine di paragone, quest’anno è Amsterdam, che subito dopo Copenhagen è considerata una delle capitali europee delle biciclette. «La mobilità sostenibile è una maratona – rivela Alberto Marescotti di Anci – olandesi e danesi sono i “kenyani” della ciclabilità,i primi della classe. Ma per crescere bisogna misurarsi con i migliori». Nella capitale olandese il cambiamento si declina in particolare nelle «strade ciclabili colorate in rosso, dove si va a 30 all’ora e dove “l’auto è un ospite”, che non supera le bici e non suona il clacson per farle scansare – fa sapere Ludovica Medori, architetto che lavora per la città di Amsterdam – la precedenza è alle bici e ora è in atto una trasformazione verso la “città 30″».

Il modello Milano

Ma anche la più vicina e “normale” Milano è un modello a cui ispirarsi, con l’utilizzo dell’urbanistica tattica nell’ambito del piano Piazze aperte della giunta di Beppe Sala: «Strumenti agili e leggeri per sperimentare il cambiamento, investendo migliaia e non milioni di euro, mettendoci mesi e non anni, con azioni reversibili – rivela Demetrio Scopelliti di Amat – segnaletica, vernice stradale, dissuasori, arredo urbano, attivatori sociali come i tavoli da ping pong in piazza e le persone che si riappropriano degli spazi pubblici e se ne prendono cura». Non serve un biglietto aereo per vedere esempi concreti di successo: piazza Dergano, da parcheggio a spazio vissuto; lo slargo tra via Spoleto e via Venini, da “mare grigio d’asfalto” a colorato spazio per i pedoni e i ragazzi della vicina scuola. «Cambiare la strada è molto più facile di quel che pensiamo – fa notare Scopelliti – servono volontà politica e supporto della cittadinanza». E l’assessore Loschiavo rivendica la novità della piazza scolastica delle “Marco Polo”, ma rivela anche che aveva pensato a portare i tavoli da ping pong anche in piazza Trento e Trieste a Busto.

Gli studenti pensano al TPL

Tra i ragazzi delle scuole è la situazione del trasporto pubblico la priorità. «Gli autobus costano troppo, spesso sì rompono e hanno orari indecenti» sottolinea una studentessa di nome Lucrezia. «Il servizio di trasporto pubblico attuale non è performante e fa rabbia perché ci costa un milione di euro all’anno – ammette l’assessore Salvatore Loschiavo – stiamo lavorando per renderlo un’alternativa vera all’auto, peccato che non abbiamo accesso ai fondi Pnrr perché, pur essendo al centro di una conurbazione da 250mila abitanti, non siamo considerati una città metropolitana. Ci stiamo battendo perché abbiamo bisogno di una dorsale BRT che ci colleghi a Gallarate, Castellanza e Legnano». Il cosiddetto Metrobus, o metropolitana leggera, che Loschiavo sogna di “regalare” alla città. «Senza, non andiamo da nessuna parte».

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