A Busto si celebra il centenario della morte di Piero Gobetti. «Esempio attuale»

BUSTO ARSIZIO – L’Anpi e le associazioni della memoria celebrano i cento anni dalla morte del “giovane meraviglioso” Piero Gobetti. Sabato 11 aprile alle 17 nella sala Ali della Libertà del liceo di piazza Trento e Trieste la conferenza dal titolo “Il giovane meraviglioso” Perché ricordare Piero Gobetti. «Morto in Francia nel 1926 a seguito delle aggressioni fasciste», il martire rappresenta per i Partigiani bustesi «una voce viva, capace di parlare soprattutto alle nuove generazioni», e dunque estremamente attuale.

L’evento

«Abbiamo voluto ricordare Piero Gobetti nell’anno del centenario della morte non soltanto per una commemorazione storica ma per rilanciare l’attualità del pensiero del martire antifascista». L’evento è promosso in collaborazione da: ANPI, Università Cittadina per la Cultura Popolare, Associazione Amici di Angioletto Castiglioni, Raggruppamento Divisioni Patrioti Alfredo Di Dio, Associazione Mazziniana Italiana, Quadrifoglio Associazione Culturale, Noi della Comerio Ercole 1885, e l’Istituto Varesino di Storia del Novecento. «Un elenco di Associazioni della Città che testimonia quanto la figura del giovane morto in Francia nel 1926, a seguito delle aggressioni fasciste, suggestioni e interessi ancora oggi l’opinione pubblica».

Per i giovani

La conferenza è rivolta a tutta la cittadinanza ma è pensata in particolare per i giovani. I due relatori, il professor Giuseppe Nigro e il professor Gianni Paganini, intendono affrontare a partire dal pensiero di Gobetti i grandi temi del presente, tra cui quelli della democrazia, della libertà e della pace e rileggere l’antifascismo di Gobetti in chiave antiretorica. Presentare l’intellettuale, l’editore, lo studioso di scienze politiche, la figura dell’uomo espressione della cultura europea contemporanea.

«Un esempio attuale»

Con la conferenza di Busto Arsizio si apre la prima tappa di un percorso che le associazioni organizzatrici auspicano «possa essere fecondo per ricordare anche in provincia di Varese Gobetti, valorizzarne il lavoro di editore, giornalista, e studioso.  Gobetti apprezzava di Matteotti il carattere fermo, la dedizione alla concretezza, la dignità del sacrificio, il non cercare il successo né i compromessi. C’è un rispecchiamento che fa di Gobetti un esempio di uomo morale come il martire polesano». Perché, per ANPI e C., «di grandi esempi e di grandi valori ha necessità anche la nostra epoca, per questo a cento anni dalla morte, Gobetti resta una voce viva, capace di parlare soprattutto alle nuove generazioni».

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