A Busto l’incontro tra il comitato di via Catullo e il sindaco. Ma l’antenna resta lì

BUSTO ARSIZIO – A Natale avevamo mandato la “letterina” al sindaco per chiedere di essere ricevuti, oggi i residenti di via Catullo, in “guerra” contro l’antenna posizionata in cima ad un condominio, sono riusciti ad incontrare il primo cittadino. Per esternargli tutte le loro preoccupazioni verso un impianto 5G che va a collocarsi in una zona in cui la concentrazione di antenne è già significativa (se ne contano 12 in un triangolo che ha come vertici il viale della Gloria, via Turbigo e il confine con Castellanza in zona Metro), con sovrapposizioni che rischiano di superare i limiti di sicurezza delle emissioni ma anche il timore di una svalutazione dal 10 al 30% degli immobili nel quartiere. Il Comune ha le mani legate ma il Comitato Salute Elettromagnetica è soddisfatto delle risposte ottenute: «Promuoveremo nella città una maggiore consapevolezza e attenzione verso questa problematica».

L’incontro

Al tavolo del sindaco Emanuele Antonelli c’erano anche il consigliere delegato al verde e all’ecologia Orazio Tallarida e i tecnici degli uffici comunali competenti in materia (tecnico, ecologia e SUAP). Ma, durante le due ore di confronto a Palazzo Gilardoni, non hanno potuto fare altro che allargare le braccia, di fronte alle “mani legate” che l’amministrazione comunale ha di fronte alla normativa per l’installazione di questo tipo di impianti. «Ho partecipato personalmente ad una riunione sul tema in ANCI Lombardia – rivela il consigliere Tallarida – i Comuni non possono bloccare le installazioni perché poi le compagnie di telecomunicazioni fanno ricorso nelle aule di giustizia e vincono. Non ci sono nemmeno particolari obblighi paesaggistici. Quello che possiamo fare, e faremo, è informare la popolazione ed essere vigili sul rispetto dei parametri di legge sulle emissioni di onde elettromagnetiche, che vengono misurati da ARPA quando gli impianti sono in funzione».

L’antenna non si sposta

Insomma, di fatto una soluzione alle preoccupazioni dei residenti di via Catullo non c’è. Una volta che i proprietari di un’area – in questo caso il tetto del palazzo – decidono di “affittarla” alle società di telecomunicazioni, l’installazione dell’antenna non si può fermare. E allora non resterà che affidarsi ad una comunicazione ai cittadini o ad incontro pubblico – sono alcune delle opzioni emerse al tavolo – per diffondere consapevolezza nella popolazione sui possibili effetti delle emissioni. «Tecnologia sì, ma sostenibile e attenta ai cittadini – sottolinea Michele Di Fiore, portavoce del comitato – di positivo c’è il fatto che siamo stati ascoltati ma anche la preoccupazione espressa dal sindaco per la situazione che si sta creando con le antenne “selvagge” sul territorio».

Le proposte del comitato

Il comitato aveva chiesto al Comune una verifica delle autorizzazioni e dei subaffitti dell’antenna di via Catullo, ma anche proposto una diversa gestione delle antenne e la possibile delocalizzazione in aree meno popolate. Ora però i promotori guardano al futuro e a quella che definiscono «un’opportunità» per la città: «Il sindaco Antonelli – la loro proposta – può guidare un cambiamento importante, definendo un protocollo che regolamenti le installazioni tecnologiche nel rispetto della salute e del benessere dei cittadini. Questo approccio rafforzerebbe il ruolo della città come modello di innovazione responsabile, dimostrando che salute e tecnologia possono convivere».

Antenna di via Catullo, letterina di Natale al sindaco. I cittadini aspettano risposte

busto arsizio antenna 5G catullo – MALPENSA24
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