A Busto nuove opere d’arte al “Muro” di viale Piemonte per salvare le donne dalla violenza

BUSTO ARSIZIO – Accoglie nuove opere d’arte il “Muro delle Donne” di viale Piemonte, un’installazione voluta da Amnesty International per commemorare le vittime di violenza ma soprattutto dare speranza e combattere il fenomeno. «Qui c’è il nostro numero di telefono – ricorda Emilia Barni, presidente di E.va Odv, l’associazione che gestisce il centro antiviolenza di Busto Arsizio – le donne ammirano le opere e ci chiamano per non sentirsi sole».

Arte contro la violenza

Shakhrokh Farhanghi

L’arte per combattere il fenomeno della violenza sulle donne. Ancora una volta, come succede ormai da sette anni, il “Muro delle Donne” si arricchisce di nuove opere donate da artisti del territorio. «È un’oasi di pace – lo definisce il sindaco Emanuele Antonelli – è rimasto come l’abbiamo fatto, anzi è migliorato». Nato da un’idea di Shakhrokh Farhanghi, imprenditore bustese originario dell’Iran e attivista di Amnesty International, fu «inaugurato dal sindaco nella piazza dei Carabinieri sotto una pioggia battente». Era il 2017. Poi fu scelta la location del muro esterno della piscina Manara, che si affaccia su viale Piemonte e sulla piazza del mercato. «Location meritata, qui passano tantissime persone ogni giorno» aggiunge Antonelli.

Il Muro serve

«È il nostro 1522» ribadisce la presidente di E.va OdV Emilia Barni. Tante le chiamate al numero del centro antiviolenza grazie alla visibilità del “Muro delle Donne”. «Mai vandalizzato – puntualizza la presidente – segno che viene rispettato». E ora, come sottolinea Enrico Riva di Amnesty, «questo muro è parte di questa città, è parte della sua storia». Così oggi, 24 novembre, alla vigilia della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, è proprio di fronte a questo muro che Amnesty International rilancia il tema della sensibilizzazione su questa battaglia. «Nel 2024 in Italia ci sono state 96 vittime di femminicidio, una su 5 è over 70 – i numeri dell’emergenza snocciolati da Marinella Bistoni, responsabile del gruppo Amnesty di Varese – è il momento di alzare la voce, donne e uomini insieme».

La cerimonia

Oltre al sindaco Antonelli, erano presenti gli assessori Paola Reguzzoni (inclusione sociale) e Chiara Colombo (politiche educative e pari opportunità), la presidente del consiglio comunale Laura Rogora e il presidente della commissione cultura, istruzione e sport Orazio Tallarida, oltre alla già senatrice Laura Bignami e ai rappresentanti delle associazioni che si sono unite nella rete antiviolenza per celebrare la giornata del 25 novembre, E.va OdV, Edera OdV, Croce Rossa e Amnesty International. Ad accompagnare la cerimonia, che ha avuto la “regia” di Maby Kubicek, le danze degli allievi del liceo Coreutico “Bausch” di Busto Arsizio con la supervisione della prof. Ileana Rogorelli e il reading a cura di Barbara De Fusco.

Gli appelli

«L’anno prossimo qui ci sarà il cantiere della nuova piazza Bersaglieri e l’opera d’arte diventerà ancora più importante» fa sapere l’assessore Paola Reguzzoni, lanciando a sua volta un appello ad uscire allo scoperto per combattere il fenomeno. «Spesso le reti familiari sono perfettamente a conoscenza di quel che succede e quella del maltrattante si chiude in sua difesa. Il problema è culturale ed è un passo che dobbiamo fare noi genitori crescendo gli uomini di domani». Per l’assessore Chiara Colombo «rispetto è la parola fondamentale, dobbiamo educare i giovani al rispetto e le donne a chiedere aiuto. Lasciamo gridare l’opera d’arte per tutti noi». E dal sindaco Antonelli si leva l’auspicio che, del messaggio che compare sul Muro di viale Piemonte «un domani possiamo cancellare la parte “per ogni donna uccisa”, perché vorrebbe dire che siamo riusciti a sconfiggere qualcosa di brutto che nel mondo non dovrebbe esistere».

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