BUSTO ARSIZIO – Ci sono voluti quindici giorni in più per completare il cantiere, ma in via Borroni le strisce sull’asfalto sono durate solo un paio di giorni. Chi è passato da lì si è chiesto «se sia bastata un po’ di pioggia per farle sparire»: di fatto però la vernice dello “Stop” e delle “zebre” per i pedoni è già talmente sbiadita da essere diventata quasi invisibile. Nessun problema invece per le strisce blu dei posti auto del parcheggio sul retro dell’ex carcere.
Il cantiere

La via Borroni, che è una delle “porte” d’accesso al centro storico, era stata chiusa al traffico l’8 settembre per i lavori di riqualificazione del manto stradale, andati di pari passo con quelli per il rifacimento del posteggio dietro all’ex carcere, nell’ambito di un progetto innovativo finanziato dal Ministero della Transizione Ecologica con il bando del “Programma sperimentale per adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano”. Lo scorso 28 ottobre, puntuale rispetto alla proroga del cantiere, le transenne sono state tolte e le automobili hanno ripreso a circolare sulla strada che “costeggia” il rinnovato ex carcere.
Strisce “fantasma”
Tempo due giorni, però, la vernice bianca stesa sul nuovo asfalto drenante e “sostenibile” di via Borroni è già quasi sparita. Le strisce pedonali, la scritta dello “Stop” con le rispettive frecce direzionali disegnate sul manto stradale, le linee di delimitazione delle corsie: tutte “perse” nell’asfalto e quasi invisibili. Non il massimo per la sicurezza in strada, soprattutto quella dei pedoni. Anche perché il raffronto con le strisce blu che delimitano gli stalli di sosta nel posteggio dietro all’ex carcere – riqualificato con lo stesso tipo di pavimentazione stradale – è impietoso. Il blu è brillante, il bianco è sbiadito e inconsistente. Ma la soluzione arriverà nei prossimi giorni, meteo permettendo: è prevista infatti una seconda stesura di vernice bianca per rendere le strisce più evidenti.
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