A Busto un regolamento degli impianti 5G. Via Catullo apripista del Piano Antenne?

BUSTO ARSIZIO – Il caso dell’antenna 5G di via Catullo a Sant’Edoardo riporta il tema degli impianti di telefonia mobile in sala esagonale. In commissione territorio si è discussa la mozione del PD per l’adozione di un Piano Antenne, strumento che permetterebbe di regolamentare la localizzazione dei tralicci degli operatori 5G. «Non possiamo limitare la collocazione delle antenne ma puntiamo a regolamentarla» rivela l’assessore all’urbanistica Luca Folegani. Il nuovo regolamento è in fase di valutazione e presto verrà sottoposto all’attenzione della commissione competente.

Mani legate

Folegani, nella sua relazione, ha ribadito che il Comune ha le mani legate sulle nuove installazioni: ne è la prova il fatto che la Valutazione Ambientale Strategica sulla localizzazione delle antenne, varata nel 2022, è stata bloccata da Regione Lombardia perché la normativa impedisce di introdurre limitazioni generalizzate agli impianti. Anche il regolamento comunale del 2009, che stabiliva una fascia di rispetto di 150 metri di distanza dai luoghi sensibili, come scuole e oratori, è stato superato dalla nuova normativa che si limita a vietare l’insediamento delle antenne all’interno dei luoghi sensibili ma senza più definire una distanza di 100 metri. «Si possono solo indicare zone preferenziali ma non stabilire dove collocare o non collocare gli impianti» chiarisce la dirigente Monica Brambilla, responsabile del settore urbanistica. «Regione Lombardia ci ha messo una serie di veti alla discrezionalità del regolamento» aggiunge Folegani.

Il nuovo regolamento

La linea scelta dall’amministrazione a questo punto è quella, da un lato, di predisporre un nuovo regolamento che cerchi di «concertare con gli operatori le collocazioni» delle antenne, e dall’altro di definire nel PGT delle aree di proprietà comunale che possano ospitare le antenne (oggi insistono tutte su terreni o edifici privati), e che in futuro potrebbero anche garantire introiti per le casse comunali e una maggior tutela delle zone sensibili. «Il regolamento e il PGT disciplinano due ambiti diversi – spiega l’assessore Folegani – il primo l’aspetto procedurale dell’installazione, il secondo può incidere sui luoghi che possono essere utilizzati per queste finalità». Il PD, per voce di Cinzia Berutti, non rinuncia però all’idea di un Piano Antenne: «Il Comune non può proibire le installazioni, ma programmare secondo criteri che riguardano salute, servizio pubblico e iniziativa economica».

La voce del Comitato

«La sentenza del Consiglio di Stato n. 4992 del 4 giugno 2024 riconosce ai Comuni la possibilità di pianificare la collocazione degli impianti, purché ciò avvenga con criteri tecnici validi e senza compromettere la copertura del servizio – sottolinea il Comitato per la Salute Elettromagnetica di Busto Arsizio – il Piano Antenne consentirebbe di proteggere le aree sensibili (scuole, ospedali, asili, parchi) e di ridurre l’impatto ambientale ed elettromagnetico». Il comitato confida che il caso di via Catullo possa «aprire la strada al nuovo Piano Antenne». E insiste con il pressing: «I cittadini di Busto Arsizio restano in attesa di risposte concrete, mentre il tema delle antenne 5G continua a essere centrale nel dibattito tra sviluppo tecnologico e tutela della salute pubblica».

A Busto l’incontro tra il comitato di via Catullo e il sindaco. Ma l’antenna resta lì

busto arsizio antenne via catullo – MALPENSA24
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